Sindaci di Capitanata, tutti insieme contro il malaffare. Ma nei Monti Dauni sono sempre più soli

“Presenti 21 sindaci della Capitanata, oltre il 50% della popolazione, dunque la seduta è valida”. Sulla scena del teatro Garibaldi a Lucera l’assemblea dei primi cittadini tiene il suo incontro su sicurezza e legalità inaugurando una stagione “itinerante” per ribadire il ruolo “politico di raccordo della Provincia”, dice il presidente Francesco Miglio. 

Tutolo: “Campagne insicure”

Lucera è solo il primo paese di questo tour, il paese del sindaco Antonio Tutolo cui si sono rivolti in particolare gli agricoltori richiedendo maggiore attenzione sui temi della sicurezza: “Nelle campagne è in atto una guerra quotidiana, furti senza tregua, insicurezza diffusa. La gente, dopo una giornata di lavoro intenso, vorrebbe anche un po’ riposarsi, servono risposte, provvedimenti legislativi, la certezza che uno arrestato non sia fuori il giorno dopo”. In una di queste campagne, a settembre, è stato ucciso un extracomunitario. Il riferimento a quell’episodio rimbalza così nelle parole di Giuseppe Campanaro, sindaco di Castelluccio Valmaggiore: “Una vittima che si è trasformata in carnefice”, con riferimento al proprietario del terreno che ha sparato. 

Mignogna: “Mantenere i servizi ai cittadini”

Gianfilippo Mignogna, sindaco di Biccari, la vede così: “Se uno arriva ad imbracciare un fucile per difendere la sua proprietà vuol dire che non sente vicine le istituzioni e nella campagne succede.  Serve riportare i servizi in quelle zone perché con i tagli noi abbiamo difficoltà ad assicurare persino il mezzo che porta i bambini a scuola. Meno servizi significa più abbandono, significa più deserto, significa che la gente va via. Dobbiamo lavorare su questo con la Regione Puglia”. L’altra richiesta è di concentrarsi maggiormente su un fatto di cronaca che l’Immediato – citato dal sindaco Mignogna – ha riportato qualche settimana fa in un articolo (“Le mani della criminalità sulla differenziata”): “Fare in modo che la mafia non approfitti di scelte magari fatte in buona fede dalla politica”. 

Miglio: “Sindaci contro demagoghi”

L’obiettivo di questi incontri è quello di stilare un documento da presentare al prefetto e al governo: “Siate pragmatici – ha esortato Miglio – e non solo provocatori perché questa assemblea produca qualcosa che abbia ascolto. Oggi siamo qui per darci una strategia comune”. E ha difeso la funzione dei sindaci contro “la facile demagogia che lo individua come unico responsabile di illegalità diffusa mentre l’analisi deve essere complessiva, anzi, noi non abbiamo poteri diretti per opporci”.

Murgante: “Subappennino scoperto

Il Subappennino è molto cambiato dagli anni ‘90 ad oggi. A sentire le lamentele di chi abita in luoghi  che spesso è difficile raggiungere perché le strade sono dissestate – ed è stata questa anche l’occasione per chiedere un incontro sul tema e riportarlo in Regione – sono aumentati i furti, gli scassi agli sportelli bancomat, le truffe agli anziani. “Le forze dell’ordine sono dislocate ormai su Foggia, San Severo, Cerignola, da noi non c’è nulla”, ha lamentato il sindaco di Accadia Pasquale Murgante.

Antonio Santacroce, sindaco di Volturino,  parla di “territorio scoperto, di terra di nessuno. Hanno già smantellato i presidi di legalità, la Procura della Repubblica di Lucera e il suo tribunale che erano fondamentali per i Monti Dauni e per il Gargano, il tribunale di Foggia copre un territorio enorme”. 

Amorese: “Intesa con associazioni”

Da notare che molti sindaci di quella zona, da San Giovanni Rotondo a San Marco in Lamis a Monte San’Angelo, erano assenti, né hanno mandato un loro delegato. Tutti in assemblea, invece,  i rappresentanti dei centri più grandi. Amorese, in rappresentanza di Landella, ha chiesto una maggiore collaborazione, “più protocolli di intesa con le associazioni di categoria che devono stare al fianco delle istituzioni e con i servizi di vigilanza. L’altro giorno hanno protestato sotto il Comune di Foggia alcuni venditori abusivi. Il loro mercatino è stato smantellato e protestano perché la cultura dell’illegalità è diffusa e radicata. La strada da percorrere è quella di rivolgerci al governo”. In platea alcune associazioni di agricoltori, rappresentanti dei vigili urbani e delle forze dell’ordine.