Giallo sul servizio mensa a Troia, opposizione vuole vederci chiaro sull’appalto da 4,6 milioni

“Nell’ultimo consiglio comunale – il terzo in un anno intero – non è arrivata nessuna risposta sui disagi di questi giorni relativi alla mensa scolastica, sul cibo scadente e sulla pessima qualità del servizio lamentata dai genitori né sui sopralluoghi delle autorità civili, militari e sanitarie presso i locali di refezione su cui non sono stati forniti riscontri”. Le accuse arrivano dal consigliere di opposizione Giuseppe Beccia, che ha additato il sindaco Leonardo Cavalieri di non “aver voluto rispondere all’interrogazione posta dal nostro movimento sul tema e ha rimandato tutto a dicembre senza dire nulla sui problemi gravi che intercorrono con la ditta appaltatrice”. “Si è limitato a comunicare che il contratto non è stato ancora rescisso – ha spiegato -, come annunciato sui social network dall’assessore al Bilancio, ma che comunque è stata comunicata dalla Markas s.r.l. l’intenzione di rinunciare all’appalto, un appalto da oltre 4,6 milioni di euro per nove anni. Un fatto non certo da poco, su cui sarebbe necessario capire quantomeno le ragioni. Il bando era scritto male forse? I numeri garantiti erano fuori misura? O cosa? Non è dato sapersi, per ora non si hanno risposte”.
Poi continua: “Una risposta, invece, è stata data sulla proposta di adesione alla Strategia Rifiuti Zero, bocciata dalla maggioranza e sostituita da un generico impegno a convocare un non meglio precisato ‘gruppo di studio’ sulle tematiche ambientali, le cui finalità non sono state né definite né formalizzate. La mozione di ‘LèP’ volta a lavorare insieme su alcuni obiettivi per ridurre volumi e costi di smaltimento dei rifiuti attraverso una serie di pratiche virtuose e di strumenti concreti è stata respinta, senza neanche valutare eventuali miglioramenti (come pure si era prospettato in commissione con la maggioranza). Perché se la proposta viene dal movimento, questa pare la direttiva implicita nelle discussioni, la proposta deve essere bocciata, comunque. Anche quando è ragionevole e se ne discute ampiamente nelle commissioni”.

Analoga la sorte dell’altra proposta della minoranza: la trasmissione via streaming dei Consigli Comunali, sollecitata anche dal M5S. “L’amministrazione Cavalieri ha bocciato la proposta di rendere lo streaming dei Consigli Comunali un fatto ordinario e ha proposto un regolamento piuttosto bizzarro. La trasmissione via streaming si potrà fare, stando al regolamento della maggioranza, solo se il sindaco l’autorizza in modo del tutto arbitrario e discrezionale ma quel che è peggio è che se la richiesta dello streaming arriva dalla maggioranza dei consiglieri allora i costi di registrazione saranno a carico del Comune se invece arriva dalla minoranza allora lo streaming se lo paga…la minoranza stessa. No, non è uno scherzo. Purtroppo la trasparenza del dibattito politico per alcuni è un optional, da acquistare a proprie spese. Per noi invece dovrebbe essere un diritto garantito a beneficio di tutti i cittadini, di tutta la comunità. Ma purtroppo – conclude Beccia – questa amministrazione resta sorda alle proposte, alle istanze, alle interrogazioni e a qualsiasi tentativo di cooperare, anche su temi fondamentali che attengono all’ambiente, alla democrazia e, in definitiva, al bene della città e dei suoi cittadini”.





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