Adesso gli imprenditori edili “possono scegliere”, arriva il bollino antiracket. “Chi non denuncia sta con la criminalità”

Sarà dura la sfida del contrasto al racket sui cantieri edili. Al punto che il prefetto, Maria Tirone, ha precisato: “In provincia di Foggia il fenomeno è accentuato, valuteremo le adesioni volontarie ed ogni anno trarremo le somme. Gli imprenditori dovranno scegliere da che parte stare, se da quella della legalità o dell’illegalità. Se non denunceranno, vorrà dire che avranno fatto una scelta, e noi non potremmo far altro che accantonare questa iniziativa”. 

Annuiva il presidente Ance Foggia Gerardo Biancofiore, consapevole della difficoltà della sfida. Per il momento, sul banco c’è solo la firma sul protocollo d’intesa (con le associazioni, la Prefettura, gli industriali e la Camera di commercio). Il patto antiracket prevede tra l’altro che la Prefettura sia costantemente informata delle iniziative messe in campo in materia edilizia e che, in caso di bisogno, l’Ance possa farsi tramite attiva di incontri promossi dalla Prefettura tra referenti delle Forze dell’Ordine e rappresentanti delle imprese associate, quando, pur in assenza di denuncia, vengano ritenuti possibili fenomeni di pressione criminale.
“Il nostro deve diventare un ecosistema a favore delle imprese”, sottolinea Biancofiore. Per il Presidente di Ance Foggia, che guida anche il Comitato estero Pmi dell’Ance nazionale, “lo stato e tutte le istituzioni anche in Italia, così come avviene in tanti paesi in cui promuoviamo le nostre missioni di internazionalizzazione, devono supportare con misure adeguate le aziende sane. Anche eliminando tortuosità burocratiche che ostacolano la crescita delle imprese. E’ un problema che avvertiamo particolarmente nel nostro Sud. Un accordo come il Protocollo sulla legalità crea le precondizioni perché un’azienda possa operare. Dobbiamo sforzarci tutti per allargare il tiro, eliminando o quanto meno riducendo drasticamente le diseconomie che frenano imprese e mondo del lavoro”.

Il secondo passo dovrà essere l'”adesione volontaria” degli imprenditori che decideranno di apporre sui recinti dei cantieri il segno intangibile del percorso per la legalità, il marchio del “patto” per contrastare il racket. “Foggia è una delle realtà più complesse d’Italia – ha spiegato il commissario straordinario del Governo per l’antiracket, Santi Giuffrè -, non sono certo il primo a dirlo. Il solo fatto che è l’ennesima volta che giungo in questa terra, è la città che più ho visitato, significa che è difficile scardinare certe dinamiche. Vogliamo rappresentare lo Stato che oltre a essere repressivo possa essere di ristoro alle vittime che intendono fare una scelta di legalità”. 

“Questo è un fenomeno che interessa gravemente la provincia – ha aggiunto il prefetto Tirone -, e consolida fortemente la criminalità organizzata, che così acquista autorevolezza. Nei cantieri, infatti, non avvengono solo versamenti di somme di denaro, ma spesso ci si spinge oltre, con la richiesta di altre utilità: un esempio su tutti possono essere le assunzioni”. Un tema caldo, quello dell’occupazione, sottolineato dal presidente della Camera di commercio, Fabio Porreca: “È evidente che in una provincia con tassi di disoccupazione elevatissimi, bisogna attuare politiche di sostegno a queste iniziative, che contengano l’emorragia occupazionale e possano così favorire la riuscita di un percorso che deve necessariamente divenire sistema”. 

 





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