Puglia, tesoretto da 10 milioni per i Comuni. Piemontese: “Risorse liberate da patto di stabilità”

Raffaele Piemontese

Province, 38 Comuni pugliesi e la Città Metropolitana di Bari possono contare su un “portafogli” aggiuntivo di circa 10 milioni di euro grazie al quale poter effettuare maggiori pagamenti. È l’effetto di un accordo sottoscritto tra Regione Puglia, le sezioni pugliesi dell’Associazione nazionale dei Comuni Italiani e dell’Unione delle Province e la Città Metropolitana di Bari, per l’attuazione del patto di stabilità regionalizzato incentivato.

“Abbiamo dato una testimonianza non scontata di leale e fattiva cooperazione istituzionale nella ricerca dei percorsi amministrativi più snelli ed efficaci per dare attuazione a un’importante misura che rende più flessibili i vincoli di finanza pubblica”, dice l’assessore al Bilancio della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, sottolineando in modo particolare “la responsabilità del Comune di Bari a mettere a disposizione un proprio ‘surplus’ di 5 milioni di euro a vantaggio dell’intero sistema degli enti locali pugliesi”.

Con l’addendum sottoscritto lunedì scorso si dettano alle Province e alla Città Metropolitana di Bari le disposizioni per utilizzare la quota ad esse destinate ad aprile 2015 e che, per un importo di 4 milioni e mezzo di euro, non hanno potuto utilizzare a causa delle restrittive prescrizioni per l’impiego previste dalla legge di stabilità 2015. Successivamente tali disposizioni sono state modificate ad opera del decreto enti locali numero 78 del 2015. Con l’accordo, inoltre, si è attivato un meccanismo di solidarietà in forza del quale gli enti locali che, cinque mesi fa, sono stati beneficiari di spazi finanziari che, oggi, stimano di non riuscire a utilizzare entro la fine dell’anno, li liberano mettendoli a disposizione degli altri enti locali che, nel primo riparto di aprile scorso, non hanno potuto beneficiarne.

“È importante – aggiunge Piemontese – diffondere alla cittadinanza questi meccanismi tecnici che hanno un riflesso diretto sui servizi e le economie locali: grazie a queste compensazioni si rendono più sostenibili gli obiettivi e i vincoli del patto di stabilità, per esempio, come in questo caso, assicurando maggiori margini per spendere senza incorrere nella violazione del patto”. Sui tavoli nazionali, prosegue il comune impegno di Conferenza delle Regioni, ANCI e UPI per l’allentamento e la semplificazione dei vincoli di finanza pubblica:

“Ci serve far ripartire gli investimenti pubblici di cui Regioni, Province, Città Metropolitana e Comuni sono i principali soggetti attuatori”, sottolinea l’assessore al Bilancio. Il patto di stabilità regionalizzato incentivato è l’istituto che consente alle Regioni, a fronte di un contributo statale utilizzato per compensare parzialmente i tagli a queste operati con la legge di stabilità 2015, di cedere agli enti locali del territorio una quota del proprio obiettivo di cassa al fine di consentire a questi ultimi maggiori margini di spesa.