Nuovi reparti, macchine e ascensori: gli Ospedali Riuniti cambiano faccia. A Foggia il “modello San Carlo”

Il “cantiere aperto” degli Ospedali Riuniti dovrà chiudersi entro quest’anno. Per il nuovo ospedale – sul quale si è appena trovata la quadra per la variante al progetto, anche se l’azienda che ha appaltato i lavori chiede 1,5 milioni in più – bisognerà attendere il 2017. Sono questi i due punti cardine del direttore generale di via Pinto, Antonio Pedota, che in questi giorni sta chiudendo alcune delle operazioni più importanti, come la realizzazione della stroke unit (reparto dedicato alle patologie cerebrovascolari), collocata nella palazzina della Rianimazione, divenuta famosa per l’assenza dell’ascensore: “Siamo a buon punto, dovremmo attivarla entro ottobre, con l’ascensore…”.

Antonio Pedota
Antonio Pedota

I dati positivi sulla mobilità attiva (l’arrivo di pazienti da altre province), danno uno slancio mai visto nel management. Un entusiasmo che si allinea “alla grande possibilità per la Capitanata, rappresentata in Regione da ben due assessori (Raffaele Piemontese al Bilancio e Leonardo Di Gioia all’Agricoltura e da molti consiglieri, ndr)”, chiosa Pedota. Nel frattempo, l’ospedale muterà profondamente nei prossimi mesi, con l’accorpamento di reparti e sale operatorie, lo snellimento di alcune procedure, l’attivazione di nuovi reparti e l’arrivo di apparecchiature diagnostiche (un mammografo).

“Stiamo lavorando per risparmiare risorse dove ci sono gli sprechi e reinvestirle nelle aree più bisognose – spiega l’ex direttore amministrativo del San Carlo di Potenza -, cominceremo con la riduzione dei contratti esterni nella misura del 5 per cento sulla spesa totale sostenuta dall’azienda. Alcuni servizi non potranno essere toccati, mentre altri, come il lavanolo, dovranno essere ridimensionati”. Una ulteriore spending review, dunque, che si abbatterà anche sui costi per le assicurazioni e sulla farmaceutica. Nel primo caso, la soluzione trovata è una sorta di “internalizzazione”, con l’attivazione di una commissione interna che dovrà valutare le richieste di risarcimento da parte di pazienti vittime di malasanità. Se non si potrà chiudere con la conciliazione, verranno accantonate le somme previste e inserite in bilancio fino alla sentenza definitiva. Un modo per non trovarsi spiazzati al momento del pagamento, provocando così buchi importanti nei conti.

Ancora, sulla farmaceutica, vero tallone d’Achille della sanità pugliese e degli OO.RR., verrà sperimentato il “modello San Carlo”. “A Potenza la percentuale della prima cura in ospedale era prossima al 90 per cento, mentre a Foggia si ferma all’1,7 per cento – spiega Pedota -. Basti pensare che i farmaci in ospedale costano il 50 per cento in meno rispetto al territorio. Al San Carlo, dopo diversi anni, grazie allo ‘spostamento’ dall’Asl all’ospedale, abbiamo risparmiato 500mila euro l’anno. La stessa cifra che si potrebbe recuperare qui”. Quanto a Piazza della Libertà, sarebbe in dirittura d’arrivo la definizione del Cup (centro unico di prenotazione) interaziendale. A gestirlo sarà la Gpi, società di Trento che ha vinto la gara d’appalto all’Asl di Foggia. “Ci sarà un unico centro di gestione delle prenotazioni per le due aziende, così il cittadino non dovrà più chiamare tutti gli ospedali per chiedere i tempi di attesa, ma sarà il Cup a fornire il quadro di tutte le strutture e i reparti”. Infine, verranno installate alcune macchine che in automatico valuteranno le richieste per gli esenti dal ticket. Un’altra novità che renderà più semplice la vita alla maggior parte dei circa 250 cittadini che ogni giorno sono costretti a sorbirsi le lunghe file di via Pinto.