Ritardi e pochi medici, grido d’allarme per l’ospedale Perinei. “Emiliano eviti cattedrali nel deserto”

Ospedale della Murgia Perinei

“Cure urgenti” per l’ospedale dell’Alta Murgia Fabio Perinei. È quanto chiede il consigliere regionale del gruppo di Ap-Ncd-Lista Schittulli, Gianni Stea, al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Dal momento che Emiliano ha trattenuto la delega alla sanità – spiega Stea – è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e iniziare immediatamente a porre rimedi agli sfasci compiuti da dieci anni di malgoverno di Vendola. Cominciando proprio dall’ospedale dell’Alta Murgia che, dopo lavori infiniti, rischia di diventare un’inutile cattedrale nel deserto, per di più in un territorio che politiche scellerate hanno privato di adeguate strutture, a fronte di un costante aumento di richieste di assistenza sanitaria all’avanguardia”.
Stea si appella direttamente quindi al presidente-assessore: “Facciamo del Perinei un ospedale funzionale senza ulteriori indugi e perdite di tempo: la popolazione locale non può più attendere e, restando così le cose, non si fa altro che aggravare la situazione delle strutture ospedaliere limitrofe. Emiliano, se ci sei insomma batti un colpo e al di là dei proclami e delle belle parole, cerca di farlo subito”.
Il consigliere regionale elenca anche una serie di mancanze “che potrebbero essere risolte in breve tempo e con costi limitati e che renderebbero l’ospedale dell’Alta Murgia certamente più adeguato tanto per gli ammalati, quanto per il personale medico e paramedico che vi presta la propria opera”. “In tema di sicurezza – aggiunge Stea -, si ravvisa la necessità di un parcheggio riservato esclusivamente al personale ospedaliero controllato da telecamere, una presenza continua H24 di guardie giurate per controllare gli accessi nei reparti e nell’ospedale in genere, una struttura protettiva contro le intemperie nei pressi della fermata dell’autobus, una passerella protetta da copertura che vada dalla strada all’ingresso della reception. La mancanza di questi elementi determina un notevole disagio soprattutto agli utenti anziani”.
Ci sono poi le problematiche organizzative ancora non risolte. “A fronte di oltre 15 reparti, ci sono solo 3 primari: quello della Radiologia, del Pronto soccorso e dell’Ortopedia. Il primario di quest’ultimo reparto, essendo anche capodipartimento, è quasi sempre assente. I restanti reparti hanno soltanto dei responsabili facenti funzione. Questa situazione determina una gestione ordinaria di stallo degli interventi a discapito della qualità e della tipologia degli stessi. E non solo, i reparti di nuova istituzione (Urologia, Otorino, Oculistica e Neurologia), ciascuno dotato di 4-6 posti letto, hanno un organico medico specialistico del tutto insufficiente a coprire l’assistenza continua e personale paramedico inesistente. Pertanto, viene utilizzato personale di altri settori che, oltre ad avere difficoltà a garantire assistenza ai propri reparti, deve contemporaneamente assicurarla anche a quelli sopra menzionati. Il tutto con maggiori rischi di errore che vanno a discapito della qualità dell’assistenza”.
“Ap-Ncd -conclude Gianni Stea – continuerà una battaglia senza confini affinché anche la Puglia possa avere un sistema sanitario pubblico in grado di soddisfare le esigenze di chi soffre e del personale stesso al momento alle prese con sacrifici immani per assicurare la preziosa opera di assistenza. Nessuno si illuda: non saranno tollerate farse giocate sulla pelle dei cittadini e torniamo a chiedere con forza una netta virata nelle politiche della salute e contro chi ha smembrato la sanità nella nostra regione facendo pagare un conto elevatissimo alle fasce più deboli della popolazione: gli ammalati”.