Crisi dell’edilizia, in Capitanata persi 6000 posti di lavoro in 7 anni. Fillea Cgil: “Zero consumo suoli”

L’appello lo rivolge a sindacati, imprese, istituzioni, affinché da settembre si possa lavorare a un tavolo che “ripensi le costruzioni in chiave sostenibile: ne gioverebbe l’occupazione, la qualità della nostra città, l’ambiente e la competitività del territorio”. Il segretario generale degli edili foggiani Giovanni Tarantella (Fillea Cgil) analizza il settore e rilancia proposte.

Addetti dimezzati nel settore costruzioni

Giovanni Tarantella
Giovanni Tarantella

“A distanza di 7 anni dalla inizio della crisi- scrive in un comunicato- dobbiamo prendere atto che il settore delle costruzione ha assunto una nuova identità in Capitanata. Tutti i numeri sono dimezzati, siamo passati da 12000 addetti a 6000. Non è più possibile parlare di bolla del settore, occorre invece prendere atto che siamo in una fase di stabilizzazione e per tanto nulla sarà come prima”.

La crisi è anche un’opportunità per cambiare marcia: “Indichiamo da tempo come serva un forte investimento pubblico che punti sulla riqualificazione delle città, sulla tutela e messa in sicurezza del territorio, sul risparmio energetico, su infrastrutture utili e strategiche, a partire da quelle che abbiamo indicato come già finanziate e che in maniera inspiegabile segnano il passo nella fase di avanzamento dei cantieri”.

Modello basato su intesa con i Comuni

Il modello che deve avanzare è basato “sul consumo zero dei suoli”, il modello lo fornisce la Ue per il 2050: “Ciò ci deve spingere ad un riconsiderazione di aree abbandonate e pronte per un processo di riconversione o rigenerazione .

Al consumo zero possiamo arrivarci iniziando a sottoscrivere intese con tutti i Comuni della nostra provincia, per aprire una nuova stagione per le costruzioni. Si aprirebbe un nuovo mercato in cui trovare linfa per far ripartire le imprese, ristrutturandosi, riqualificandosi e certificandosi; un nuovo modello che deve avere come base la regolarità contrattuale e previdenziale, puntando forte sulla formazione e la riqualificazione dei lavoratori del settore”.

Senza casa o case inutilizzate

Tarantella analizza lo scenario delle città: “Esiste un elevato numero di persone con difficoltà abitativa e un altrettanto elevato numero di alloggi in vendita o in locazione, assolutamente inutilizzati perché la crisi che ha eroso i redditi ha contratto la domanda. Né è possibile immaginare un tale sviluppo delle nostre città nel medio e lungo periodo, che giustificano ancora consumo di suolo e nuovo cemento. Allora occorre riconvertire le imprese, puntare sulle professionalità, e non vivacchiare con cantieri dove sono oramai presenti solo partite Iva e lavoratori in nero o grigio”.

“Anomalie del jobs act”

La Fillea è anche impegnata sul fronte delle “anomalie prodotte dal jobs act “che in nome della semplificazione con l’entrata in vigore del Durc on line fa venire meno regole indispensabili per il nostro settore , essendo la norma introdotta un passo indietro rispetto agli ultimi anni sia in termini di durata del documento di regolarità contributiva sia per l’impossibilità di agganciare la congruità tra versamenti, costo del lavoro e ammontare dell’appalto”.