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Home - Vieste tra i rifiuti nel “giardino delle discariche”. La perla del Gargano preda del degrado

Vieste tra i rifiuti nel “giardino delle discariche”. La perla del Gargano preda del degrado

Di redazione
31 Luglio 2015
in Lettere
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Mentre a Vieste, e precisamente al Comune, c’è chi si gongola, forse in modo sciacallesco per non comprendere che unire le forze porta benefici al territorio, per un possibile dissesto e poi si premiano, seppur per ora sulla carta, i dirigenti, altri pagano dazi sulla vivibilità.
Vieste, perla per antonomasia della Montagna del Sole, di un Gargano meta preferita da turisti stranieri, anche oltreoceano, versa in condizioni disastrose. Non solo mancanza di fondi, di servizi primari, bensì di senso civico e responsabile per il decoro e sicurezza urbana.
A metà luglio ho ricevuto una lettera con foto da un amico che era li in villeggiatura. Con le stesse lamentele ne ho ricevute altre dopo aver chiesto informazioni a chi era li a godersi le meritate vacanze. Tutti convergono che a Vieste esiste il “Giardino delle Discariche”. Un’area cittadina in Via Salvemini, a pochi metri dal famoso monolito del Faraglione di Pizzomunno. Tutti consociamo Pizzomunno e tutti lo abbiamo visto sempre circondato da mare limpidissimo, coste pulitissime, spiagge che fanno invidia e quelle tropicali. Il quartiere del “Giardino delle Discariche” è di recente costruzione, circa anni ’80 e a ridosso vi è anche un supermercato dove i turisti si recano per far compere. Un “bel vedere” di sporcizia, rifiuti di ogni genere, animali vaganti come topi e cani randagi.
Avrei potuto pubblicare questa mio articolo il giorno stesso che ho ricevuto le lamentele. Ma per dover di cronaca e professionalità ho atteso dapprima le conferme, poi che tal degrado fosse solo un estemporaneo momento di disattenzione degli amministratori locali. Invece non è stato così. Ad oggi, 30 luglio 2015, quell’immondizia di ogni genere è ancora li, che prolifera man mano gli incoscienti e gli incivili continuano a buttar rifiuti. Li ci si trova tutto: carte, vetro, metalli, water e lavandini, scatole, materiali di risulta edile, bracieri per pic-nic, sedie e tavolini rotti. A peggiorare la situazione v’è anche l’abbandono dell’area, ovvero i manufatti edili che dovrebbero rendere quel giardino fruibile a tutti, sono rotti, meglio dire distrutti, con conseguenti pericoli per chi si reca in quel giardino. Eppure a due passi sorgono degli appartamenti e il caso vorrebbe che non manchino i bambini. Cosa vuol dire? Che se i piccoli si recano in quel giardino sono esposti a pericoli di tagli, infezioni, morsi di topi e cani, forse anche altri rettili e insetti.
In una lettera che ho ricevuto è scritto: «Mi trovo a Vieste e mi sento in obbligo di segnalarti il degrado più assoluto di “un giardino delle discariche ” che si trova a in via Salvemini. Già negli anni precedenti versava nelle stesse condizioni. M sai, quando l’occhio fa l’abitudine magari non ci fai caso. Però vedere un gruppo di francesi che guarda inorriditi e alcuni ridevano anche, fa un po’ di rabbia. Nella Perla del Gargano c’è un giardino delle discariche ed è nello stato di abbandono più totale. Ti mando qualche foto così puoi avere l’idea e magari segnalarlo a chi di competenza».
Che dire, i francesi ci ridono in faccia pur sapendo che dalle loro parti, e precisamente a Parigi, la raccolta differenziata non è un fiore all’occhiello. E come se gli inglesi a fronte della loro percentuale di raccolta differenziata svolta a Londra, pari al 13%, venissero a Vieste a insegnarci le buone maniere. O se gli statunitensi ci venissero a far lezione sull’immondizia, sapendo che dalle loro parti non ci sono cassonetti ma montagne di buste nere in pieno centro cittadino.
Tuttavia pensare in questo modo non giova a nessuno. Non dobbiamo cadere nell’errore di confrontarci con altri popoli e altre usanze. Pensiamo a casa nostra e facciamolo nel miglior modo e civile possibile, semmai conferendo pulizia, igiene e decoro a un’area importante di Vieste. Avete compreso cari amministratori comunali di Vieste, Sindaco in testa?

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Nico Baratta

Tags: degradogarganoPugliarifiutivacanzeVieste
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