Cliniche del Vaticano, il Senato dice “no” all’arresto di Azzollini. “Salvato” dal voto segreto

L’Aula del Senato respinge – con 189 voti contrari, 96 favorevoli e 17 astenuti – la richiesta di arresto avanzata dalla procura di Trani nei confronti del senatore di Ncd Antonio Azzollini per la vicenda del crac della casa di cura Divina Provvidenza. Il voto dell’emiciclo è stato seguito da un lungo applauso e da qualche polemica, tant’è che il presidente Pietro Grasso ha sospeso la seduta per cinque minuti.

Azzollini (Ncd), intervenendo nell’Aula del Senato prima del voto, si è appellato al fumus persecutionis nei suoi confronti: “Il gip ha fatto ‘copia- incolla’ della richiesta del pm, in spregio alla norma sulla necessità dell’autonoma valutazione. Questa la dice sul contesto nel quale sono giudicato”.

A stretto giro del voto dell’Aula, sono fioccati su Twitter commenti al vetriolo di deputati e senatori del M5S. “Il Pd, quello di Mafia Capitale – attacca Alessandro Di Battista – salva il senatore Azzollini di Ncd dall’arresto. Questo è Renzi, rottamatore di legalità. Vergogna!”. “Scandaloso – scrive Danilo Toninelli – Pd e Fi si confermano i peggiori nemici della legalità. Solo M5S può battere la corruzione!”. “Pd dice ai suoi di votare ‘secondo coscienza’ su richiesta arresto per Azzollini. Salvato. Coscienza sporca”, twitta Carlo Sibilia.

La capogruppo alla Camera Francesca Businarolo posta un “pro memoria: i parlamentari sono cittadini come gli altri”. “Due terzi del Senato salvano Azzolini dall’arresto. Non ci sono appellativi per definire questi indegni rappresentanti dello Stato”, attacca Laura Castelli. Durissimo Luigi Di Maio: “Mi fanno davvero schifo!”, scrive su Fb il vicepresidente della Camera.