Capitanata stregata dalla canapa, ecco la “rivoluzione” dei giovani agricoltori. Coltivati i primi ettari

Il convegno sulla canapa
Il convegno sulla canapa

Poca acqua e tanti controlli. La coltivazione della canapa comincia a prendere piede in provincia di Foggia. Prima dieci ettari a Lesina (il raccolto comincerà a breve), poi l’impegno di un gruppo di giovani del Basso Tavoliere (Orta Nova per la precisione). Nel mezzo gli investimenti gli investimenti della SouthHempTecno, società che si occupa della trasformazione del prodotto e che ha fissato la sua base operativa in Puglia, a Taranto.

Rachele Invernizzi, presidente della società, ha spiegato il “progetto per il Sud”, basato sulla chiusura della filiera – dalla produzione alla trasformazione – possibilmente in aree che distano 150-200 chilometri. “Con la canapa si può pulire il mondo – ha spiegato durante il convegno organizzato a Orta Nova dal giovane produttore Ernesto Gaggiano -, perché oltre ad avere una miriade sterminata di utilizzi, permette di avere una importante competitività in rotazione con i cereali. Per di più, stiamo lavorando per l’ottenimento di invertivi particolari, facendo leva sul programma Greening della Pac, la Politica agricola comune, soprattutto per la semina”.

La distinzione tra la canapa industriale e quella medica è fondamentale per comprendere gli sviluppi delle produzioni. Nel primo caso, infatti, la pianta è praticamente “depurata” dal Thc, sostanza psicotropa conosciuta quale elemento precipuo tra i principi attivi della cannabis. Nel secondo segmento, la Puglia è comunque molto avanti rispetto alle altre regioni per via della legge che consentirà – in collaborazione con lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze – la sperimentazione dell’utilizzo di medicinali da cannabinoidi.

“Nel nostro caso – continua Invernizzi – non serve alcuna autorizzazione per partire, bisogna solo fare solo una comunicazione alle forze dell’ordine. Ecco perché è importante conservare il cartellino di semina, per evitare i problemi che ci sono stati fino al 2012, ma che sembrano completamente risolti”. Per capire il trend delle produzioni, basti pensare che Assocanapa, l’associazione nazionale con quasi 300 soci, quest’anno ha seminato oltre 2mila ettari. A Lesina i risultati sono stati contrastanti, con piante di 80 centimetri ed altre di 3,5 metri. La resa media dovrebbe essere di 1oo quintali di fibra per ettaro.

Quanto al seme, servono circa 40 chili per ettaro, con un prezzo di 5,5o euro al chilo. “Il nostro punto di stoccaggio è a Taranto – ha chiosato la proprietaria dell’industria di trasformazione -, ma pensiamo già a punti di raccolta del seme a Bovino ed Orta Nova”. Per questo, alcuni giovani agricoltori si sono già attivati. “Il prossimo anno seminerò canapa”, ha spiegato Gaggiano, raccontando la volontà di svolta dopo “un periodo di forte scoraggiamento”. “Questo era un progetto che avevo in testa da molto tempo per il mio territorio – ha concluso -, adesso sto lavorando per realizzarlo, sperando che altri ragazzi possano seguire questo percorso, una vera occasione per un settore, l’agricoltura, che soffre da molti anni”.