La rivoluzione del “Live Cardio”, ecco a Foggia il cuore 2.0. “Pazienti monitorati a distanza”

Uno smartphone ed una app per monitorare i battiti cardiaci. Senza passare dalla classica visita in ambulatorio. È questa la rivoluzione promessa dal progetto “Live Cardio”, presentato questa mattina nella sede dell’Asl di Foggia. “Lo abbiamo sperimentato su 100 pazienti con un’età dai 18 agli 89 anni negli ambulatori di Foggia e Cerignola – ha spiegato Massimo Correra, dirigente dell’Asl -, con risultati importanti. Il tracciato trasmesso, infatti, è di qualità eccezionale e permette di monitorare costantemente, in qualunque parte del globo, le condizioni di un paziente. Live cardio permette una semplificazione della catena sanitaria ed una razionalizzazione della spesa pubblica.

dispositivo Live cardioCon live cardio i pazienti sono monitorati a distanza: questo riduce il ricorso a visite ambulatoriali e ricoveri ospedalieri inappropriati“. Con un hardware che registra le attività cardiache collegato via bluetooth al cellulare, attraverso una tecnologia avanzata in grado di archiviare i dati clinici del paziente, si possono attivare importanti percorsi di prevenzione e diagnosi. Il progetto è promosso dall’azienda di Piazza della Libertà e dall’Università di Foggia, in collaborazione con Società Sesamo Software S.p.A., E.ratio e COM, e sostenuto dalla Regione Puglia nell’ambito dei Living Labs.
“L’obiettivo generale del progetto – ha affermato Vito Piazzolla, commissario straordinario della ASL di Foggia – è quello di promuovere i modelli integrati di gestione delle cronicità attraverso l’utilizzo di sistemi ICT, telemedicina e monitoraggio remoto, il che è fortemente sinergico con il know how acquisito, tra l’altro, dall’agenzia aegionale (sin dalla prima sperimentazione del modello Leonardo) oltre che con la specifica fase dello sviluppo di modelli integrati di presa in carico, che l’AReS ha in corso di attuazione, per conto dell’assessorato al Welfare”. Anche perché la Regione Puglia, prima con il progetto “Leonardo” poi con “Nardino”, ha tentato di perseguire la strada tecnologica della medicina, raggiungendo però 400 pazienti sul milione (tanti sono i cronicizzati in Puglia) che avrebbero bisogno di questo tipo di controllo.

“Bisogna passare dal progetto al sistema – ha proseguito Piazzolla -, l’obiettivo è il monitoraggio costante. Solo così si possono raggiungere due obiettivi: la qualità dei servizi e della spesa. Basti pensare che il costo di un paziente stabilizzato si aggira intorno ai 2200 euro (con 1700-1800 solo per i farmaci), mentre con la mobilità si arriva a circa 12mila. Se si considerano gli oltre 100mila anziani in Puglia, ci si rende conto che si possono risparmiare ben 500 milioni di euro: una cifra enorme, visto che per 400 milioni la Regione è andata in piano di rientro”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Francesco Contò, direttore del dipartimento di Economia dell’Ateneo foggiano, Luigi Pacilli, direttore sanitario della ASL di Foggia e i rappresentati delle aziende partner. “Lavoriamo in collaborazione con l’Asl soprattutto sul versante della prevenzione – ha spiegato il docente -, incrociando i cluster dell’agroalimentare e della sanità (attraverso le masserie didattiche), puntando così sugli stili di vita. Adesso il passo ulteriore dovrebbe essere quello della creazione a Foggia di ‘economia sanitaria’, direttrice di insegnamento molto gettonata in Inghilterra e nel nord Italia ma che non esiste in Puglia, dove però esistono ottime medicine. A questo – conclude -, bisognerebbe aggiungere l’altro grande filone, quello dell’economia dell’organizzazione, per fornire gli elementi utili alla pianificazione sul territorio: percorso che abbiamo già iniziato con le Smart Land, propaggine ideale delle Smart Cities sui territori”.