UniFg omaggia Mario Del Sordo, studente morto tragicamente un anno fa. Il ricordo di amici e docenti

“Le bianche ali della vita – In ricordo di Mario Del Sordo”. Per commemorarne l’impegno universitario, le apprezzate doti di narratore e, più in generale, quelle umane. L’Università di Foggia rende omaggio a Mario Del Sordo, dottore in Lettere (laurea triennale) scomparso prematuramente in un incidente stradale avvenuto la notte tra il 25 e il 26 maggio dell’anno scorso. Due le cerimonie in programma, eccole le dettaglio.

Martedì 26 maggio: premio di poesia, fiaccolata e raccolta firme. La prima nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa, martedì 26 maggio. Alle ore 11 – presso il Dipartimento di Studi umanistici. Lettere, Beni culturali e Scienze della formazione, Aula 1, via Arpi 176, Foggia – la cerimonia denominata “Le bianche ali della vita – In ricordo di Mario Del Sordo” organizzata dall’associazione studentesca Area Nuova e dall’associazione Mario Del Sordo (fondata dai familiari per promuovere, nello spirito di Mario, attività culturali e solidali): interverranno la professoressa Maria Rosaria Matrella che traccerà un profilo di Mario narratore e poeta, quindi gli studenti del Centro Universitario Teatrale leggeranno il racconto col quale Mario si classificò secondo al concorso letterario “Emozioni in bianco e nero 2013” bandito dall’editrice Il Poggio. Rossella Palmieri illustrerà, attraverso la lettura di brani tratti dalla sua tesi di laurea, l’approccio di Mario alla tematica scelta come oggetto di studio e ricerca.

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Ricorderanno poi l’amico, il compagno di studi e l’animatore socio-culturale, le studentesse dell’Università di Foggia Francesca Cicolella e Valentina Di Corcia, infine la cerimonia di premiazione degli autori dei tre migliori elaborati poetici partecipanti al concorso “Le bianche ali della vita” (ai quali, per gentile concessione della libreria Ubik di Foggia, andrà un libro). Sempre il 26 maggio ma alle 19 – raduno fissato a piazza del Lago, Foggia – è stata organizzata una fiaccolata a cui la cittadinanza è invitata a partecipare poiché si tratta di un evento allestito in memoria delle vittime della strada: la manifestazione è stata organizzata dalla madre di Mario, la signora Loredana, che, per onorare la memoria del figlio, ha fondato l’associazione culturale e di volontariato “Mario Del Sordo. Dove c’è sempre il sole”. Come detto raduno previsto a piazza del Lago (ore 19), partenza del corteo alle 20. La fiaccolata attraverserà piazza XX Settembre, corso Cairoli, piazza Giordano, via Tugini, corso Giannone, piazza Cavour e corso Vittorio Emanuele (isola pedonale). Il punto di arrivo sarà piazza Cesare Battisti, dove verrà allestito un gazebo finalizzato alla raccolta delle firme necessarie per l’introduzione, nel Codice penale, del reato di “omicidio stradale”.

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Mercoledì 10 giugno. Commemorazione al Dipartimento di Studi umanistici, apposizione della targa. Altro momento di ricordo sarà quello di mercoledì 10 giugno, quando – al termine del consiglio del Dipartimento di Studi umanistici. Lettere, Beni culturali e Scienze della formazione – Mario Del Sordo verrà ricordato dal Rettore dell’Università di Foggia Maurizio Ricci, dal Prorettore Giovanni Cipriani (che di Mario assecondò e condivise molte iniziative culturali ed extra didattiche) e dal direttore di Dipartimento Marcello Marin.

Fiaccolata per Mario del Sordo, locandina Questa breve cerimonia accademica, alla presenza dei docenti del Dipartimento e della famiglia Del Sordo, terminerà con l’apposizione della targa in ricordo di Mario. «Una dedica che il nostro Dipartimento compie volentieri perché mosso da un sincero sentimento di affetto e dolore – dichiara Marcello Marin – . Con Mario non abbiamo perso solo uno studente e poi un laureato, ma abbiamo perso un ragazzo coraggioso e innamorato della vita. A suo modo, un piccolo patrimonio umano». Tra le molte attività di Mario Del Sordo c’erano anche quella di arbitro di calcio e animatore turistico, ma una cosa – più di tutte le altre – faceva con grande trasporto e umanità: lezioni di “dopo scuola” ai figli dei detenuti in carcere e ai minori appartenenti a famiglie disagiate, un’attività che lo aveva reso davvero uno studente modello.