Gli studenti “adottano” Terravecchia. Parte dai giovani il rilancio dello storico quartiere di Cerignola

L‘architettura è troppo importante per essere lasciata agli architetti” . Così scriveva quarantuno anni fa Giancarlo De Carlo nel famoso saggio “L’architettura della partecipazione”. Ed è proprio dal capolavoro dell’architetto genovese che prende il nome l’ambiziosa iniziativa promossa dal Liceo Artistico “Sacro Cuore” di Cerignola. Da sempre impegnata in prima linea per il recupero e la riqualificazione del cuore antico della città, la scuola ha adottato anche quest’anno la Terravecchia, studiandone gli aspetti architettonici e socio-urbanistici. I ragazzi del terzo anno, accompagnati dai docenti, hanno stabilito, nei pressi della Chiesa Madre, un presidio temporaneo per effettuare interviste ai residenti e non, proiettare filmati e foto del percorso di studio fin qui svolto e raccogliere idee per la rinascita del Centro Storico. “Si tratta del primo step di un progetto triennale – spiega a l’Immediato Giuseppe Caprio, docente di Storia dell’Arte -. Un progetto che, insieme alle attività del percorso di Alternanza Scuola-Lavoro, denominato “Coloriamo la Terravecchia”, costituirà il fulcro della IV Mostra di fine anno del Liceo Artistico “Sacro Cuore”, prevista sabato 6 giugno 2015, proprio nel cuore del Borgo Antico”.

imm architettura della patecipazioneLo stato di abbandono e di degrado in cui imperversa questo prezioso angolo della città è tristemente sotto gli occhi di tutti. Le regole della civiltà e della sicurezza sono totalmente saltate a queste latitudini e l’anarchia la fa da padrone. Negli anni, indisturbati, si è continuato ad abbattere e costruire abusivamente; a sostituire i vecchi portoni con dei nuovi, cancellando le antiche iscrizioni; a ridipingere le facciate dei palazzi nei colori più bizzarri, senza alcun piano del colore; a costruire box, come sta avvenendo in Piazza Vecchia, o Ville in stile bavarese, come quella a Largo Portella, a dispetto della normativa vigente. Il tutto nell’indifferenza generale. Ma gli studenti del Liceo Artistico cerignolano non ci stanno ad assistere impotenti a questo scempio della parte più antica della città, gravida di memoria storica. La soluzione che propongono è proprio quella di Progettazione Partecipata di cui scriveva De Carlo negli anni ’60. L’utente, secondo l’architettura partecipata, deve essere subito coinvolto nel processo progettuale e decisionale dell’opera e rappresenta una delle voci a cui prestare particolare attenzione in un ideale dialogo orizzontale tra amministrazioni, progettisti e cittadini. “In tale prospettiva – dichiara Caprio – la nostra scuola ha costituito, per iniziativa dei docenti di Storia dell’Arte, di Progettazione Architettonica, di progettazione Grafica e Design, un Osservatorio di studio per il quartiere della Terra Vecchia. L’obiettivo è attivare un processo di proposte per la riqualificazione urbana che parte con un questionario da somministrare ai residenti e non, utile per conoscere i problemi esistenti percepiti dai cittadini e le loro idee per lo sviluppo del quartiere. Ma quella dell’indagine sul territorio sarà solo il primo passo – annuncia Caprio -. Il nostro impegno proseguirà nei prossimi anni con le attività di rilievo e la progettazione architettonica e/o urbanistica di un intervento la cui tipologia sarà individuata  con la partecipazione diretta degli abitanti. Un progetto che regaleremo all’amministrazione comunale con l’auspicio che possa trovare concreta attuazione”.

Intanto, i risultati del questionario saranno discussi in un’assemblea pubblica con la presenza degli amministratori per delineare le linee d’indirizzo da sottoporre al Consiglio comunale. L’analisi, lo studio e i risultati saranno gli strumenti con cui l’Amministrazione potrà poi dare inizio al processo di riqualificazione del quartiere. Nell’attesa di un “risorgimento” architettonico, economico e sociale della Terra Vecchia,  raccogliamo la voce dei bambini che vivono per le strade del quartiere antico di Cerignola. Alcuni di loro stamane, come chissà quante altre volte, non sono andati a scuola. Se ne stanno soli per i vicoli,  giocando con abiti sporchi in  scatole di cartone. “Cosa vorreste venga realizzato per rendere più bello il vostro quartiere?”- chiediamo- “Vogliamo una biblioteca, un luogo in cui stare insieme per studiare e giocare”.