False olive di Cerignola sequestrate. Mongiello: “Ad Avezzano un laboratorio degli orrori”

“I contraffattori sono costantemente all’opera e danneggiano tanto i consumatori che i territori in cui si produce qualità e tipicità”. Lo afferma Colomba Mongiello, vice presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della contraffazione, commentando le notizie del maxi sequestro di alimenti operato dai Carabinieri del NAS di Pescara ad Avezzano.

“A leggere le cronache – continua Mongiello – sembra che i militari, ai quali va il mio più sentito ringraziamento istituzionale, si siano trovati in un laboratorio degli orrori alimentari: cibo avariato, prodotti mal conservati, muffa e sporcizia.

La considerevole quantità della merce sequestrata ed il suo valore rendono chiara l’idea di quali e quanti interessi si muovano nel sottobosco della contraffazione alimentare, spesso utilizzata per immettere sul mercato rimanenze di magazzino e scarti di produzione.

Ad aggravare la condotta dei proprietari dell’impianto sequestrato nella Marsica c’è la falsa etichettatura di olive provenienti da Cerignola, da un territorio noto praticamente in tutto il mondo per la qualità, la salubrità e la bontà delle ‘olive belle’.

Suggerisco al sindaco Giannatempo di valutare la costituzione di parte civile del Comune cerignolano qualora dovesse aprirsi un procedimento penale – conclude Colomba Mongiello – perché il territorio e le centinaia di produttori e commercianti onesti di quell’area produttiva meritano di essere difesi dall’intera comunità”.