Finita l’era delle percentuali bulgare a Manfredonia. Riccardi scricchiola e qualcuno “sogna” il ballottaggio

“Quelli della lista ‘Il bello viene ora’ dicono che prenderanno il 78%. Auguri, noi grillini siamo alla nostra prima volta, è già una vittoria aver ottenuto la certificazione della lista dal blog di Grillo. Abbiamo 21 rappresentanti che hanno tutti esperienze di meetup, nessun esterno. Una città che viene da un plebiscito bulgaro ha candidato vari esponenti della società civile, significa che il clima sta cambiando”. Luigi Starace sulle elezioni comunali di Manfredonia la pensa come Cristiano Romani di Forza Italia: “Dobbiamo arrivare al ballottaggio”. 

Lo spauracchio è quella percentuale che da vari decenni rappresenta la soglia da insidiare mentre si moltiplicano le discussioni sul frazionamento dei sindaci, dunque la possibilità che ci sia un secondo turno nella città del Golfo. L’elenco dei pentastellati al debutto sarà presentato venerdì  dal parlamentare Giuseppe L’Abbate, in settimana dovrebbero essere completate anche le liste del Pd. Gianni Fiore è il candidato dei Cinque stelle. 

I cosiddetti “comparti”, riuniti sotto l’associazione ‘Noi Manfredonia’, hanno chiesto agli aspiranti sindaci di stilare un documento in cui indicano le soluzioni al problema di quell’anello di città con carenza di servizi. Alcuni dei loro rappresentanti si sono sparpagliati in liste diverse, l’associazione è “super partes”. 

Nuovo centro destra con Caratù

Giovanni Caratù
Giovanni Caratù

Il Nuovo centro destra sosterrà la candidatura di Giovanni Caratù nel senso che alcuni suoi esponenti entreranno in civiche di supporto. L’esodo dal partito del segretario Franco Di Giuseppe verso il centrosinistra è stato spiazzante facendo saltare una candidatura siglata Ncd. L’organizzazione è stata affidata a Lello Castriotta che con il partito di Ferrarese sarà candidato alle regionali. Poiché Ncd e lista Schittulli marceranno sotto un’unica sigla, i nomi scelti saranno frutto di “attenta valutazione”. Tra questi Castriotta, De Leonardis e Dell’Erba. 

Forza Italia presenta Cristiano Romani, il resto del centrodestra punta su un ex consigliere del Psdi negli anni 80-90. Accordo non trovato e non cercato, “no, non gliel’ho chiesto”, così disse a l’Immediato Romani a proposito dei suoi sostenitori. “Se raggiungo il 30% vado al ballottaggio”. Nel 2010 fu la percentuale di una sconfitta di fronte ad Angelo Riccardi (Pecorella si fermò al 27%). 

Ognissanti: “Rimozione Angelillis? Un’indicazione del Pd”

Magno e Riccardi
Magno e Riccardi

Le alternative a Riccardi, oltre Romani, Fiore e Caratù, sono rappresentate dal professor Italo Magno, figura storica della società civile e della cultura a Manfredonia, scrittore, dirigente scolastico che ha animato non solo la fase delle primarie nel sostegno a Gaetano Prencipe ma duellando quasi quotidianamente con Riccardi attraverso note stampa. Nemmeno sono ufficiali le candidature che Magno spara a zero contro il sindaco: “Una buona parte del Partito democratico si sta finalmente rendendo conto cosa significhi mettere ancora in mano il governo della città ad un uomo che ha sottomesso al proprio ego, ogni aspirazione democratica, le attese dei cittadini e gli ideali che erano un giorno alla base stessa della nascita del Pd”. 

Pare che siano comparsi in questi giorni manifesti di candidati al Comune senza nome del sindaco per strascichi di contese durante le primarie cui fa cenno anche Franco Ognissanti, fra l’altro molto arrabbiato con Emiliano perché ritiene che le sue liste “siano più forti del Pd” verso via Capruzzi. A Manfredonia la civica ‘Il bello viene ora’ si presenterebbe – dicono i contestatori – con la medesima logica, un tornado di candidati a minare la lista principale. 

La questione verte anche sulla ricandidatura dell’assessore uscente Damiano D’Ambrosio per cui qualcuno nel Pd avrebbe posto veti. E’ recente la rimozione dall’esecutivo di Antonio Angelillis da parte del sindaco in quanto sostenitore di ‘Noi a sinistra per la Puglia’: “Riccardi ha eseguito un’indicazione del partito, lui non l’avrebbe fatto”, spiega Ognissanti. Il consigliere regionale, che non torna in corsa per un posto a Bari, ripresenterà al Comune tutti i suoi, da Salvatore Zingariello a Mimmo Scarano, fino a Franco La Torre. E il ballottaggio non lo ritiene possibile.

“Il peggio deve ancora venire”

Cosa si son detti Magno e Riccardi?: “Si accorgono solo ora, purtroppo, quanto danno è stato fatto a Manfredonia, all’occupazione lavorativa, ad una sana politica che mettesse al primo posto, non gli interessi degli speculatori, ma quelli della città, del territorio e della convivenza civile. E, se si continua così, il peggio deve ancora venire”. 

Alle considerazioni sull’ego e a quelle anti-obamiane risponde lo staff di Riccardi: “‘Manfredonia Nuova’ utilizza metodi molto vecchi, della peggiore tradizione politica, per la propria propaganda. Scredita e calunnia l’avversario anziché chiarire la propria proposta per il governo della città”.

I passaggi da destra a sinistra

Da sinistra, Basta, Leone, Riccardi e Falcone
Da sinistra, Basta, Leone, Riccardi e Falcone

Michelangelo Basta da Ncd passa con Angelo Riccardi: sarà in lista con l’ Udc di Angelo Cera: “Mi candido solo io”. 

Passa con armi, bagagli e una serie di nomi provenienti dal mondo dei professionisti locali (avvocati, medici, operatori sociali) Giuseppe La Torre, ex Pdl: “Ambiamo a 2500 preferenze, cioè l’8%”. Lavora da un anno a questa formazione, si trattava di capire quale aspirante primo cittadino avrebbe risposto meglio alle loro richieste. La lista si presenta con il nome di ‘Iniziativa democratica’.





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