Pd, la notte dei lunghi coltelli. Confermate indiscrezioni: out il giovane Di Noia. Mal di pancia a San Severo

Confermate le indiscrezioni de l’Immediato sulla lista del Pd per le Regionali 2015. E’ passata con una proporzione 5 a 3, cinque uomini e tre donne, la lista per la tornata elettorale del 31 maggio. Elena Di Muzio, avvocato di Lucera, era il nome rimasto incerto fino all’ultimo momento, che è stato confermato. Insieme a quelli di Raffaele Piemontese e Patrizia Lusi (Foggia), Michele Santarelli e Lucia Russi (San Severo), Michele Longo (Cerignola), Matteo Masciale (San Giovanni Rotondo), Paolo Campo (Manfredonia). La ratifica, in una direzione provinciale molto affollata rispetto agli standard – non erano proprio 50 componenti ma si sono visti in via Taranto anche i meno assidui – è avvenuta con 35 voti favorevoli, 7 contrari e due astenuti. A scrutinio palese e con chiamata nominale, tanto per essere chiari.

Prencipe e Lombardi fra i 7 contrari

Francesco Di Noia
Francesco Di Noia

Si sono astenuti il consigliere comunale di Foggia Pasquale Russo e Maria Rosaria De Santis. Fra i contrari Gaetano Prencipe, sfidante di Riccardi alle primarie per il sindaco a Manfredonia che ha chiesto lumi sull’esclusione di Sergio Clemente. “Perché?” ha domandato. Risposta nel vento. Franco Ognissanti, invece, si è espresso a favore. I due andavano a braccetto fino alle primarie di tre mesi fa.

Nadia Pennacchia di San Severo, componente della segreteria provinciale, ha guidato la fronda dei 7 contrari accusando gli organi di partito di essersi riuniti per ben due volte prendendo decisioni su San Severo “senza essere stata mai coinvolta, diversamente da Foggia, Cerignola e Manfredonia dove le consultazioni ci sono state”. Battibecco fra lei e Piemontese con interruzioni reciproche. Francesco Di Noia (giovani Pd) che su questa candidatura aveva raccolto firme di consenso e di sostegno, è rimasto deluso. Ha detto “no” anche il presidente del partito Michelangelo Lombardi. 

“Quale accordo con il Psi”?

Alta la temperatura della riunione, il rebus di un socialista nella lista Pd è stato argomentato, nella relazione del segretario, in base ad un “accordo politico” stretto con gli esponenti del garofano rosso. Una versione che non ha convinto tutti dato che mancano segni di accordi fra segreterie o comunicati stampa a “sigillo” del patto.

Nella sagra del programma al Capitol Emiliano ha snocciolato il da farsi e anche alcune tendenze del suo partito, vale a dire “meno siamo meglio stiamo”, disapprovando questa linea. 

In direzione le critiche al segretario “debordante, che si sta allargando troppo” non sono mancate, Elena Gentile (il suo gruppo ha approvato la lista insieme a Manfredonia) ha sferrato un attacco anche contro Leo Di Gioia, l’assessore al bilancio della giunta Vendola che, insieme a Gigi Damone e Pippo Liscio di Cerignola, è una colonna della squadra esterna al Pd. Un affondo contro Di Gioia e “lodi per Liscio alla presentazione del poliambulatorio San Giacomo”, è il commento di un attivista. 

Schiacciante la maggioranza con cui l’elenco degli otto approda in direzione regionale, fosse stato un voto all’unanimità a Bari era sufficiente l’ok. Gli esperti valutano un 50% di possibilità che resti tale.