Falsi sinistri stradali a Foggia, investigatore picchiato e sequestrato da cinque persone. “Qui comandiamo noi”

I due (che sono anche vicini di casa), assieme ad altre tre persone in corso di identificazione, hanno picchiato, minacciato e sequestrato per oltre due ore C.A., dipendente dell’agenzia investigativa privata Eagle Keeper Service Group.

Da sinistra, Curiello e Petrillo

“Fatti come questo danneggiano Foggia e i cittadini onesti”. Con queste parole il capo della Mobile, Annichiarico ha commentato l’arresto di Giuseppe Curiello (classe ’79) e Matteo Petrillo (classe ’67). I due (che sono anche vicini di casa), assieme ad altre tre persone in corso di identificazione, hanno picchiato, minacciato e sequestrato per oltre due ore C.A., dipendente dell’agenzia investigativa privata Eagle Keeper Service Group. L’uomo, a ottobre scorso, investigava su alcuni sinistri stradali sospetti per conto della Ubi Assicurazioni. Quando ha scoperto dalla moglie di uno degli arrestati che l’incidente in questione non era mai avvenuto, ha approfondito la vicenda recandosi a casa di Petrillo. Ma quest’ultimo non era presente. Allora l’investigatore ha preso accordi col padre per tornare il giorno dopo e parlare, finalmente, con Petrillo. Ma il giorno dopo ecco la sorpresa. L’investigatore è tornato ma ad attenderlo c’erano Curiello e altre tre persone. L’uomo è stato bloccato, malmenato e costretto a redigere verbali che constatassero incidenti mai avvenuti. Poi lo hanno portato in un bar continuando a minacciarlo per oltre due ore. Gli aggressori lo hanno costretto a dichiarare due incidenti avvenuti nel mese di luglio minacciandolo con frasi del tipo “Qui comandiamo noi. Tu fai quello che ti diciamo”. Si trattava di piccoli sinistri stradali per danni da circa 1000 euro alle autovetture. Ma il guadagno vero ci sarebbe stato dimostrando il ferimento delle persone a bordo. E ovviamente tutte le macchine coinvolte risultavano piene.

Ma la vittima non si è data per vinta andando in questura per denunciare tutto alla polizia. Proprio nel giorno della denuncia, ha incontrato uno dei due arrestati che di professione fa il parcheggiatore proprio a due passi dalla questura di Foggia. “Visto che fortuna che hai? – ha detto alla vittima – Potevo farti la multa ma ho preferito lasciar stare”. La storia si è conclusa solo ieri con la misura cautelare degli arresti domiciliari per Curiello e Petrillo, indagati per rapina aggravata in concorso, lesioni personali, minacce, sequestro di persona, simulazione di reato e tentata truffa. La vittima ha invece riportato alcune ecchimosi al volto e in particolare all’occhio sinistro con una prognosi di sette giorni.