Medici con il mal di pancia ai Riuniti di Foggia. Scontro ospedalieri-universitari per l’ortopedia

Baresi e foggiani. Ospedalieri e universitari. I reparti di ortopedia degli Ospedali Riuniti di Foggia sono diventati l’emblema dei mal di pancia dei medici contro il management di via Pinto. Le lamentele dei pazienti dopo la riorganizzazione del calendario settimanale delle sale operatorie…

Baresi e foggiani. Ospedalieri e universitari. I reparti di ortopedia degli Ospedali Riuniti di Foggia sono diventati l’emblema dei mal di pancia dei medici contro il management di via Pinto. Le lamentele dei pazienti dopo la riorganizzazione del calendario settimanale delle sale operatorie, peggiora lo scenario per il commissario straordinario Tommaso Moretti ed il direttore sanitario Antonio Battista

Alla base della nuova organizzazione c’è il protocollo d’intesa firmato il 13 dicembre 2012, la cui applicazione è stata sollecitata dal rettore dell’Università di Foggia Maurizio Ricci. “Il Protocollo d’Intesa prevede, infatti – scrive il rettore in una missiva -, che la struttura a direzione universitaria sia dotata di quindici posti letto, mentre al momento i posti letto a disposizione della stessa sono solamente sei. E’ necessario, inoltre, che con l’adeguamento del numero di posti letto venga anche effettuata una ridistribuzione di spazi e di personale medico ed infermieristico, e che venga altresì garantito un più congruo utilizzo della sala operatoria, affinché la struttura a direzione universitaria possa svolgere un lavoro di qualità, nell’interesse della collettività e per ottimizzare l’integrazione con le attività didattiche e scientifiche universitarie”. 

Una rivendicazione di “spazi” che è stata accolta dalla direzione sanitaria. Solo che, per il momento, gli effetti sui pazienti non sarebbero dei migliori, se si pensa che per far spazio all’attività di day hospital degli universitari si è dovuta “sacrificare” l’attività in sala operatoria degli ospedalieri, con il rischio di allungare i tempi di attesa per gli interventi di gravità maggiore. La questione non poteva passare sottotraccia, a maggior ragione se si pensa che, nell’ultimo anno, gli interventi nella sala operatoria ospedaliera sono stati quasi il quintuplo di quella universitaria.

Il primo giorno della nuova impostazione, il 10 febbraio, secondo fonti ben informate, gli universitari avrebbero operato tre persone in day hospital (4 il 17 febbraio). Numeri che sarebbero insufficienti per garantire l'”equilibrio” tra le sale operatorie rispetto ai carichi di lavoro. A pagarne le conseguenze potrebbero essere i poveri pazienti costretti ad attendere più tempo per un intervento. Una questione non solo operativa, dunque, che potrebbe far deflagrare – ancora una volta – il conflitto all’interno delle due anime dell’azienda ospedaliero-universitaria.