• Contatti
domenica 19 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Torna agli arresti il cugino del boss Notarangelo, accolto il ricorso della DDA di Bari. Le estorsioni a “Pane e pomodoro” e “Merino”

Torna agli arresti il cugino del boss Notarangelo, accolto il ricorso della DDA di Bari. Le estorsioni a “Pane e pomodoro” e “Merino”

Di redazione
21 Febbraio 2015
in Cronaca
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

I Notarangelo tornano protagonisti della cronaca nera del Gargano. I carabinieri di Vieste hanno arrestato Luigi Notarangelo, 38 anni, cugino di Angelo “cintaridd”, il boss ucciso il 26 gennaio scorso. I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Bari, Sezione del Riesame delle Misure Cautelari. Il provvedimento è scaturito dall’accoglimento del ricorso in appello proposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, contro l’ordinanza emessa nel mese di luglio 2014 dal Tribunale di Foggia – Seconda Sezione Penale Collegiale, con la quale venne sostituita la misura cautelare degli arresti domiciliari, cui l’uomo era sottoposto per il reato di estorsione aggravata da metodo mafioso, nell’ambito del processo “Tre Moschettieri”, con quella dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Provvedimento che interessò anche “cintaridd”. Infatti, due ulteriori ricorsi erano stati proposti ed accolti anche per il boss morto ammazzato poche settimane fa.

I “Tre Moschettieri”

Il processo ai “Tre Moschettieri”, Angelo, Giuseppe e Luigi Notarangelo (i primi due fratelli, l’altro cugino) prese il via grazie alla denuncia del titolare di un esercizio commerciale garganico che denunciò le estorsioni tentate e consumate dal clan Notarangelo. Il processo scaturisce dall’operazione del 19 luglio 2013 che portò all’esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti del boss Angelo Notarangelo, detto “cintaridd”, capo dell’omonimo clan operante nell’area garganica e di altri tre dei suoi soldati più fidati: il fratello Giuseppe, il cugino Luigi e Girolamo Perna.

L’accusa è di estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso ai danni di imprenditori turistici viestani che, dopo anni di soprusi, ebbero  il coraggio di denunciare i continui taglieggiamenti posti in essere dal gruppo criminoso. A ribellarsi furono Graziano e Matteo Desimio di “Pane e Pomodoro”, seguiti in un secondo momento anche dal fratello Pierino del villaggio “Merino”. Una denuncia facilitata anche dalla presenza dell’Antiracket a Vieste. L’attività estorsiva dei Notarangelo s’è protratta da marzo 2008 fino a settembre 2011. Inizialmente colpendo il villaggio turistico della zona e, da luglio 2011, anche il ristorante. I gestori di quest’ultimo ebbero subito il coraggio di denunciare i malviventi favorendo l’operazione delle forze dell’ordine. Le vittime erano spesso costrette a versare dai 1000 ai 1200 euro al mese. Sentenza prevista a marzo.

Tags: Angelo NotarangelocarabinierigarganoI Tre MoschettieriLuigi NotarangeloPane e pomodoroVieste
Articolo precedente

“Politici dauni inconsistenti”. Affondo di Santarella sul Gino Lisa, accuse a Di Gioia: “Gestione fallimentare”

Articolo successivo

Riuniti di Foggia, Landella scrive a Moretti: “Nessuna modifica dei dipartimenti senza dialogo”

Articoli correlati

Screenshot

Muore per salvare il suo cane: 60enne di Foggia folgorato da un cavo elettrico

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Stadio Zaccheria, rilasciato il Certificato di Prevenzione Incendi per il settore Nord Ospiti

Carcere di Foggia, il SAPPE chiama la sindaca Episcopo: “Venga a verificare le condizioni igienico-sanitarie”

Alfredo Traiano

Alfredo Traiano dopo la condanna del gioielliere Roggero: “Chi ha paura non ragiona come un giudice”

Ultime Notizie

Screenshot
Cronaca

Muore per salvare il suo cane: 60enne di Foggia folgorato da un cavo elettrico

La tragedia si è consumata nel tardo pomeriggio nella zona di Sant’Aquilina. L’uomo avrebbe cercato di liberare l’animale rimasto impigliato

Antonio De Sabato

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

Antonio Decaro

Decaro frena sulle primarie del centrosinistra: “Io alla guida del campo largo? Sto facendo il presidente della Regione”

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Laghi di Lesina e Varano, Assoturismo: “Il grande turismo del Gargano non è mai decollato, serve una svolta”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024