La denuncia dei poliziotti: “Tutti sapevano ma nessuno ha impedito la trasferta agli ultrà barlettani”

“Siamo alle solite, tutti sapevano che la partita Foggia – Barletta era a rischio disordini per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ma poco è stato fatto”. Questo il commento dell’Ugl Polizia dopo il caos di ieri sera.

“Siamo alle solite, tutti sapevano che la partita Foggia – Barletta era a rischio disordini per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ma poco è stato fatto”. Questo il commento dell’Ugl Polizia dopo il caos di ieri sera. “Grande spiegamento di Poliziotti ed altre forze dell’ordine, a dimostrazione che si era coscienti che la partita era a rischio, ma allora perché non vietare la vendita di biglietti alla tifoseria avversaria?”

“Nei giorni precedenti l’evento – ricordano gli agenti -, c’è stato un “raid” degli ultrà foggiani a Barletta (con tanto di foto visibili su fb). Questi ultrà avevano mostrato uno striscione “20.12.2014 se non vuoi che sia una pasquetta vieni senza scorta, il foggiano ti aspetta”, possibile che nonostante si sapesse che ci sarebbe stata la guerriglia, non si è impedito la trasferta degli ultrà del Barletta?”

“Come poliziotto e come Segretario Provinciale dell’Ugl Polizia di Stato – dice Giovanni Consalvi -, sono “costretto a rallegrarmi” che durante la guerriglia, nei tafferugli, fortunatamente si contano “solo” cinque feriti lievi tra i colleghi. Questo solo grazie alla preparazione e la professionalità dei reparti che in tenuta antisommossa hanno faticato e non poco per tenere i due schieramenti a debita distanza, anche con l’utilizzo di lacrimogeni. Come grande sostenitore e tifoso del Foggia, provo solo amarezza e vergogna per quello che è successo”. “Il Questore Silvis, al quale va tutto il nostro rispetto ed apprezzamento per come ha gestito la situazione ed il personale – concludono dalla segreteria -, ha dichiarato che dopo quello che è successo sarebbero stati presi immediati e duri provvedimenti. Infatti al momento si registrano due arresti, tre denunce e cinque provvedimenti di daspo. Si spera che il Questore non venga lasciato solo, ma soprattutto si spera che non si debba, in futuro, parlare ancora di provvedimenti repressivi anziché di provvedimenti preventivi”.





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