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Home - La malavita di Cerignola colpisce ancora. Il sindaco: “Città dominata da violenza e cinica indifferenza”

La malavita di Cerignola colpisce ancora. Il sindaco: “Città dominata da violenza e cinica indifferenza”

Di redazione
16 Dicembre 2014
in Cronaca
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L’auto dove è stato ritrovato il corpo di Antonio Sorrenti

“L’omicidio di Antonio Sorrenti è l’ennesima conferma della forza della criminalità cerignolana in un contesto sociale dominato da una parte dalla violenza e dall’altra da una cinica indifferenza”. Così il sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo, sull’uccisione del commerciante di auto di 51 anni, ferito a morte mentre, a bordo della sua automobile, percorreva una strada secondaria in contrada Scarafone. Il corpo dell’uomo, che nel 2004 uccise il boss Leonardo Di Tommaso venendo poi condannato in primo grado a otto anni di reclusione, è stato trovato riverso nell’abitacolo della vettura a ridosso di un uliveto poco distante dalla sua abitazione. “Diciamo a gran voce da tempo che quella di Cerignola è una situazione di assoluta emergenza – afferma  il primo cittadino – così come da tempo chiediamo il rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine nella nostra zona. Non si contano, per fare un esempio, le nostre richieste a chi di dovere di far avanzare il commissariato di Cerignola al primo livello, così da arricchirlo di nuove unità”.

Secondo il sindaco, “la malavita di Cerignola, purtroppo, recita indiscutibilmente un ruolo di primissimo piano nella provincia di Foggia, che a sua volta è ormai considerata la più pericolosa tra quelle pugliesi. La varietà dei reati commessi da queste parti e l’elevatissimo numero di persone che delinquono sono tali da lasciare senza fiato. La criminalità ha capito bene la situazione, sa che sono troppo poche le pattuglie che controllano un territorio sconfinato come quello di Cerignola. Mi auguro, a questo punto , che qualcuno, ai piani alti dei palazzi che gestiscono l’ordine pubblico, si chieda se non sia finalmente arrivato il momento di modificare le strategie di contrasto alla criminalità in Capitanata  e se, per caso, non sia stata sottovalutata per troppo tempo la portata dei fenomeni malavitosi locali. Se si vuole evitare che il controllo del territorio da parte dei clan diventi totale, non si può più perdere tempo”. Il riferimento di Giannatempo è ad alcune indecisioni del Viminale, non certo a chi le subisce e si trova costretto a fronteggiare le mafie locali  con i pochi mezzi e uomini messi a disposizione da Roma, ma che nonostante tutto svolge un lavoro eccezionale, “come il questore Piernicola Silvis ed il prefetto Luisa Latella, alla quale desidero peraltro rivolgere le mie più sentite ed affettuose condoglianze per la perdita del caro fratello”.

Tags: Antonio GiannatempoAntonio SorrentiCerignolaMalavita cerignolana
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