Alluvioni provincia di Foggia, Lonigro sprona Martina: “Danni superiori al 30% per le aziende, servono risorse”

“Questo Decreto ha dichiarato solo l’eccezionalità degli eventi calamitosi per i danni causati alle strutture aziendali e solo nei territori espressamente indicati. Perché invece non ha previsto la concessione delle provvidenze per le aziende agricole dell’intera Capitanata, che hanno subito danni di entità superiore al 30% della produzione, dovuti sempre alle avverse condizioni meteorologiche?”.

“Questo Decreto ha dichiarato solo l’eccezionalità degli eventi calamitosi per i danni causati alle strutture aziendali e solo nei territori espressamente indicati. Perché invece non ha previsto la concessione delle provvidenze per le aziende agricole dell’intera Capitanata, che hanno subito danni di entità superiore al 30% della produzione, dovuti sempre alle avverse condizioni meteorologiche?”. A porre la questione, dopo la dichiarazione dello stato di eccezionale avversità atmosferica per i comuni del Gargano alluvionati ai primi di settembre, firmata dal ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, il consigliere regionale Pino Lonigro. “Il Decreto del ministro Martina del 22 ottobre 2014 – continua – si è limitato a dichiarare lo stato di calamità per i danni alle strutture aziendali nei territori dei comuni di Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Poggio Imperiale, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Severo, Vico del Gargano e Vieste. Ma la Regione Puglia, con delibera numero 1863 del 9 settembre, ha dichiarato lo stato di crisi per l’agricoltura nell’intera provincia di Foggia e ha chiesto al Ministero l’emanazione del decreto di calamità per l’evento eccezionale, richiedendo contributi in conto capitale per gli agricoltori interessati, pari all’80% del danno accertato, oltre a prestiti di ammortamento quinquennale, alla proroga delle operazioni di credito agrario e ad agevolazioni previdenziali. Successivamente – prosegue -, con delibera numero 1932 del 29 settembre, ha richiesto in aggiunta al riconoscimento del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi per le strutture aziendali, anche la concessione delle provvidenze alle aziende agricole dell’intera Capitanata con danni di entità non inferiore al 30% della produzione, come accertato dall’Ufficio Provinciale dell’Agricoltura di Foggia, Servizio Alimentazione, che ha verificato danni alle colture, alle strutture aziendali, alla pesca, all’acquacoltura e alle infrastrutture agricole. Invece, purtroppo tutto ciò non si è verificato, tanto che molti agricoltori di tutta la Capitanata che per le piogge di quei giorni hanno visto andare perdute le coltivazioni orticole, di uva, pomodori, olive sono stati dimenticati insieme agli operatori dell’acquacoltura e della pesca”. Poi conclude: “Con questo decreto, tante aspettative sono andate in fumo purtroppo. Ci aspettavamo una diversa e più oggettiva considerazione da parte del ministro Martina, che nelle giornate drammatiche del nubifragio e nei giorni desolanti successivi aveva enfatizzato la sensibilità nei confronti di un settore in ginocchio e assicurato il proprio sostegno incondizionato.  Spero che il governo si accorga dell’errore commesso e ponga rimedio, perché è urgente affrontare i gravi problemi che attanagliano la nostra agricoltura, seriamente in difficoltà in questo momento. Quello agricolo è un settore strategico dell’economia della Capitanata e di tutta la Puglia: per questo va aiutato e sostenuto con atti straordinari, che diano respiro alle tante aziende agricole, altrimenti a serio rischio di tracollo finanziario”.