Palazzo ex Inam di San Severo, 4 piani in completo stato di abbandono. Damone: “Stabile pericoloso”

Il consigliere regionale, Francesco Damone ha presentato al Presidente della Giunta regionale, Nichi Vendola, e all’assessore alle Politiche della Salute, Donato Pentassuglia, un’interrogazione relativa allo stato di abbandono del palazzo ex Inam, sito in via Turati a San Severo”.

Il consigliere regionale, Francesco Damone ha presentato al Presidente della Giunta regionale, Nichi Vendola, e all’assessore alle Politiche della Salute, Donato Pentassuglia, un’interrogazione relativa allo stato di abbandono del palazzo ex Inam, sito in via Turati a San Severo. “In quello stabile,–asserisce il consigliere Damone – che per oltre 40 anni ha ospitato l’ex Inam, costituito da 4 piani, a differenza dei giorni nostri, funzionava ottimamente l’attività ambulatoriale con grande risparmio delle finanze. A differenza di oggi che i presìdi territoriali costituiscono esclusivamente uno stipendificio per operatori che non possono operare perché privi di qualsiasi strumento”.
“Dopo anni di attività-  continua il consigliere – l’attuale direttore della Asl ha sancito il pericolo di crollo del palazzo con una perizia eseguita da un tecnico di sua fiducia, ma da quel momento lo stabile è rimasto abbandonato, privo di sorveglianza, con le luci sempre accese, con gli arredi e i manufatti lasciati alla deriva. Senza dimenticare che la struttura è stata modificata continuamente con spese notevoli”.
Con queste motivazioni il consigliere Damone chiede al Presidente Vendola e all’assessore Pentassuglia, “se sia tollerabile che basti una perizia privata su uno stabile pubblico per abbandonare una struttura che nonostante tutto resiste? Se può un direttore generale realizzare strutture incompiute in luoghi periferici (vedi Tremiti, Accadìa, ecc.) e abbandonare strutture già esistenti? Se non fosse il caso di procedere per definire la situazione o con l’abbattimento (sarebbe stato assurdo) o con il consolidamento possibile? Se esista una validità gestionale quando si abbandonano stabili di proprietà mentre si continuano a mantenere affitti per centinaia di migliaia di euro (come la sede del Sert dichiarata inagibile e per la quale sono stati spesi milioni di euro per attrezzarla con ascensori e quant’altro, la sede degli uffici dei veterinari, lo stabile del consultorio, ecc) per servizi che potevano essere regolarmente espletati nello stabile di via Turati a San Severo? Se non ritengono che la gestione della sanità soffra in maniera eclatante di disfunzioni a tutti i livelli mentre gli ignari cittadini continuano a sperare in una gestione che offra assistenza e non proclami e che governi le tasse che si pagano con trasparenza, oculatezza ed onestà?“. “Questo – conclude Damone – è solo un esempio della sciatteria che caratterizza le aziende sanitarie della provincia di Foggia. A quando i provvedimenti conseguenti?”