Corsa a Palazzo Dogana tra le polemiche. Cera verso il centrosinistra, Landella superstar tra Potenza e Mongiello

Le definiscono “elezioni non politiche”. Ma non sembra affatto, viste le polemiche nate nella scelta dei consiglieri da piazzare a Palazzo Dogana…

Scusi Cera, ma lei si è mai presentato alle riunioni del centrodestra regionale in vista delle primarie? La vostra presenza è caldeggiata. Sorride: “Mah, ero tentato poi ho cambiato idea, i nomi non mi convincono, sanno di muffa”. Nemmeno un cenno al Ncd, proprio non s’intendono nonostante la corsa insieme alle europee. “Michele Emiliano è l’unico che sta lavorando anche se per lui potrebbe essere più facile conquistare l’elettorato regionale che i vertici del suo partito”. Tra emergenza Gargano (San Marco, paese di cui è sindaco, è tra i centri più colpiti dall’alluvione), lista in compilazione per le provinciali, posizionamenti in prospettiva regionale e impegni alla Camera, il tempo è ristretto.

Cera: “Centrodestra diviso, Miglio sta lavorando bene”

Dino Tarantino, sindaco di Orta nova, è tra i primi a rientrare da indipendente sostenuto dall’Udc nel novero degli aspiranti consiglieri provinciali. Altri nomi vengono da San Giovanni, Manfredonia, Torremaggiore. Il deputato si guarda bene da qualunque approccio con Forza Italia e la sua coalizione. Uno sguardo alle civiche: “Ma quale civica, Francesco Miglio è un sindaco di centrosinistra che sta lavorando bene. Il centrodestra è ‘inguaiato’ anche se ha i numeri, la frammentazione nuoce, sento di candidature varie, Potenza, Mongiello, Landella, ho la sensazione che il re si accorgerà di essere nudo”.

Caccia alle firme, di Gioia rastrella nel centrodestra

Rastrellamenti di firme, intanto, si stanno svolgendo in tutta la Capitanata. Attivissimi in questo senso i consiglieri regionali, quelli che la provincia l’hanno percorsa palmo a palmo perché, diversamente, niente voti per il seggio a Bari. Tra i più impegnati in questa operazione si registra l’assessore Leo di Gioia, che molte adesioni le starebbe raccogliendo proprio nel centrodestra, area in cui fu eletto nel 2010. Pronta la lista del Ncd, che ha battuto tutti sul tempo. Tra i dodici nessun foggiano, “per dare spazio all’intera Capitanata”, ha spiegato il coordinatore provinciale Franco Di Giuseppe. Tra i favoriti per l’elezione Luca Reddavide di Cerignola, considerando anche che i candidati cittadini si sono ben piazzati in giunta e in consiglio nel capoluogo. Sebbene queste urne abbiano un valore non spiccatamente “politico”, i big della regione, cioè i consiglieri uscenti, vigilano affinché il bacino di voti passi da un’elezione di secondo grado al 2015, anno delle provinciali pugliesi. Parliamo, per esempio, oltre che del già citato Leo di Gioia, anche di Giannicola De Leonardis, accanto a Franco Di Giuseppe nella presentazione della rosa per palazzo Dogana.

Camporeale, sindaco di Serracapriola: “Potenza faccia un passo indietro”.

L’asse Foggia-Cerignola, per altri versi, è chiuso. Il sindaco Giannatempo ha già dato il suo ok al nome di Landella e al riconoscimento del capoluogo come “centro di programmazione”. Gioca anche la “fortuna” a suo favore, a Cerignola e Manfredonia non possono candidarsi perché in scadenza di mandato. Marco Camporeale, sindaco di Serracapriola, smentisce qualunque accordo con Antonio Potenza: “Sta cercando le firme, speriamo che le trovi, solo che è stato eletto da 40 giorni, la vita è lunga, può aspettare e, nel caso il sindaco non fosse stato Landella, mi dovrebbero spiegare perché candidare lui e non un altro, o forse io che governo da nove anni sarei meno intelligente? Dato che la legge Delrio è quella che è, mi auguro faccia un passo indietro, il nostro avversario politico è il centrosinistra e Serracapriola sceglie Landella”. Apricena si trova a 20 chilometri, di Mongiello non si parla, Potenza avrebbe confidato agli amici: “Rinuncio alla candidatura”.

Polemiche in Fi, cercasi consigliere di Lucera

Si infervora il dibattito anche in Fi. Di più: il malessere sopito in anni di decisioni più o meno etero-dirette o piovute dall’alto prende voce. Paolo Mongiello guerreggia ormai con i vertici del suo partito: “Io poco rispettoso con la mia candidatura a presidente? Vogliamo parlare della giunta comunale di Landella composta senza consultare nessuno? Non esistono sindaci figli di un dio minore”. Sul tavolo anche la questione dei due impegni istituzionali, primo cittadino e presidente della provincia: ma come farebbe il sindaco a svolgere i due onerosi incarichi? Le dichiarazioni del sub-commissario provinciale di Fi fanno il giro della Capitanata. In agguato da San Severo Fernando Caposiena, il primo a cogliere sulla bacheca facebook del suo superiore nell’organigramma partitico il simbolo che lo battezzava candidato per la Provincia: “Ma è la legge che vuole i due incarichi!”. Ritenendo l’unità assicurata su Franco Landella, prosegue:Ricordo a me stesso che non ci furono né discussioni e né confronto quando lo stesso Mongiello fu nominato commissario cittadino di Forza Italia a San Severo, tra l’altro con il delicatissimo compito di governare la fase del voto amministrativo, dal quale il centrodestra è uscito nettamente sconfitto con il candidato Leonardo Lallo. Mi chiedo: anche quello fu un atto autoritario e antidemocratico?”. E meno male che si tratta di elezioni “non politiche”. Da Lucera il coordinatore di Fi Fabio Valerio si accinge a una riunione: “Noi siamo tutti con Landella, le discussioni si fanno nel partito e se si prende una decisione, come dice Tutolo, t’è fa capace”. Chiesto un nome dalla città federiciana a rappresentare questa parte di provincia, Subappennino compreso.





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