Sono oltre 53mila i pugliesi che ogni anno lasciano la propria regione per curarsi altrove. Un dato che riaccende il dibattito sulla sanità pugliese e che diventa terreno di scontro politico, con Fratelli d’Italia che punta il dito contro la gestione regionale.
“Viaggi della speranza, non scelte libere”
A sollevare la questione è il presidente del gruppo regionale, Paolo Pagliaro, insieme ai consiglieri di Fratelli d’Italia. Secondo l’opposizione, non si tratta di una libera scelta dei cittadini ma di una necessità dettata dalle carenze del sistema sanitario.
“Lasciare la propria casa per curarsi comporta sacrifici enormi, costi e difficoltà familiari”, sottolineano, richiamando in particolare i casi di bambini con patologie rare, pazienti oncologici e persone in cerca di cure specialistiche non disponibili in Puglia.
Tra gli esempi citati, i ricoveri pediatrici fuori regione, con strutture come il Gaslini di Genova e il Bambino Gesù di Roma che continuano ad accogliere pazienti pugliesi.
Il costo della mobilità sanitaria
Il fenomeno della cosiddetta “mobilità passiva” ha un impatto anche sui conti pubblici: secondo i dati riportati, la spesa per la Puglia ammonterebbe a circa 345 milioni di euro.
Numeri che, secondo Fratelli d’Italia, rappresentano il sintomo di un sistema sanitario inefficiente. “Non si può attribuire la responsabilità ai cittadini che cercano cure migliori”, affermano.
Le critiche a Decaro
Nel mirino finisce il presidente della Regione Antonio Decaro, accusato di scaricare le responsabilità su fattori esterni.
“Non punti il dito contro chi si cura fuori regione, ma faccia mea culpa e avvii una ricostruzione della sanità pugliese”, è l’invito del gruppo consiliare, che parla di un sistema “ridotto in macerie” dopo anni di tagli e gestione inefficace.
“Sprechi e servizi carenti”
Secondo i consiglieri, il problema non è la mancanza di risorse ma il loro utilizzo. “La sanità pugliese ha ricevuto 8,6 miliardi nel 2025”, ricordano, denunciando però sprechi e disorganizzazione.
Nel mirino finiscono reparti ristrutturati ma non utilizzati, macchinari nuovi mai entrati in funzione e una gestione che, secondo l’opposizione, penalizza i servizi essenziali.
La richiesta: riforme e controlli
Fratelli d’Italia chiede quindi un cambio di rotta, con interventi concreti per migliorare l’offerta sanitaria sul territorio e ridurre la necessità di spostarsi fuori regione.
“Il diritto alla salute non può dipendere dal luogo in cui si vive”, concludono, chiedendo anche verifiche su eventuali irregolarità ma evitando generalizzazioni sul sistema sanitario nazionale.













