San Giovanni Rotondo, il Pd chiede la testa di Mangiacotti. “Non ha rispettato i patti”

“Il Partito Democratico di San Giovanni Rotondo, a seguito dell’ennesima crisi politico-amministrativa che ha investito la traballante compagine retta dal sindaco ingegner Pompilio, ha da subito manifestato l’idea che, per il bene del paese, l’unica via d’uscita alla esperienza fallimentare della giunta di centro destra fosse lo scioglimento anticipato del consiglio comunale”. Con una nota, il Pd provinciale spiega le ragioni per le quali non è stato possibile continuare su questa linea.

“Il Partito Democratico di San Giovanni Rotondo, a seguito dell’ennesima crisi politico-amministrativa che ha investito la traballante compagine retta dal sindaco ingegner Pompilio, ha da subito manifestato l’idea che, per il bene del paese, l’unica via d’uscita alla esperienza fallimentare della giunta di centro destra fosse lo scioglimento anticipato del consiglio comunale”. Con una nota, il Pd provinciale spiega le ragioni per le quali non è stato possibile continuare su questa linea.
“La decisione è stata presa perché si riteneva, come tuttora si ritiene, che non vi fossero margini per dar vita a pasticciate e incomprensibili coalizioni tese unicamente a procrastinare l’attività amministrativa di chi ha dimostrato di essere, su tutti i fronti, inadeguato a risolvere gli annosi problemi che attanagliano la nostra città. Sin da subito il Partito Democratico, tramite gli organi direttivi presenti a più livelli, ha indicato – con coerenza, fermezza e lealtà – che la linea e condotta politica da tenersi, nel caso di specie, non poteva che essere di opposizione alla giunta Pompilio”. Prima di proseguire: “Di qui il pieno mandato fornito ai due consiglieri comunali del Partito Democratico, Giuseppe Mangiacotti e Antonio Santoro, atto a verificare – di concerto con le altre forze politiche di opposizione – le condizioni per uno scioglimento anticipato dell’assise comunale. Condizioni che, purtroppo, sono venute meno a causa del comportamento unilaterale ed autonomo del consigliere Giuseppe Mangiacotti che – con funamboliche e poco plausibili giustificazioni, in totale spregio alla linea politica fornita dal partito – ha, con la sua condotta anche di natura omissiva, in concreto consentito alla rabberciata ed inconcludente compagine di centro destra di perdurare in tutto danno per il paese”.
“Condotta che – concludono -, nei consigli comunali celebratisi in data 10 luglio ed 8 agosto 2014, ha evidenziato prese di posizioni del medesimo consigliere Mangiacotti del tutto personali, non condivise e né condivisibili, certamente non più tollerabili dal partito. Per questo motivo il Partito Democratico di San Giovanni Rotondo – al fine di non alimentare confusione e alla luce della rinnovata e ferma opposizione alla claudicante e balneare compagine amministrativa retta dall’ing. Pompilio – ritiene che non vi siano più le condizioni acché il consigliere Giuseppe Mangiacotti continui a rappresentare, come capogruppo consigliare, il partito nella massima assise comunale”.