Alenia taglia i fornitori. Meno 10% dopo le riduzioni del ministero della Difesa

Alenia Aermacchi taglia del 10 per cento il prezzo delle commesse con lettera indirizzata ai fornitori (il 70% sono imprese italiane). La ragione è – secondo alcune fonti – da individuare nella riduzione dei budget di spesa per la Difesa che ha determinato una maggiore attenzione da parte dei clienti ad investire in modo accorto per il rinnovo delle proprie flotte.

Alenia Aermacchi taglia del 10 per cento il prezzo delle commesse con lettera indirizzata ai fornitori (il 70% sono imprese italiane). La ragione è – secondo alcune fonti – da individuare nella riduzione dei budget di spesa per la Difesa che ha determinato una maggiore attenzione da parte dei clienti ad investire in modo accorto per il rinnovo delle proprie flotte. L’attuale contesto di mercato, generato dalla profonda crisi economica degli ultimi anni, ha prodotto un inasprimento della competizione, che quindi ora impone la riduzione in misura considerevole del prezzo di vendita degli aeromobili, richiedendo conseguentemente importanti sforzi alle case produttrici per la riduzione dei propri costi al fine di garantire la propria sopravvivenza sul mercato. Un sacrificio necessario, ha spiegato l’azienda aeronautica ai propri fornitori, quindi, se si vogliono salvaguardare programmi del settore difesa come il C-27J, prodotto proprietario di Alenia Aermacchi, che si confronta sul mercato dei velivoli da trasporto con giganti dell’industria aeronautica del calibro di Airbus. Già da tempo Alenia Aermacchi ha avviato un radicale processo di sensibilizzazione della Supply Chain affinché lo spirito di competizione, il miglioramento continuo e la propensione al risultato siano sempre le linee guida da seguire. Del resto proprio Alenia, quale parte del team globale di fornitori dell’innovativo Boeing 787 Dreamliner, sa bene cosa significhi rispettare le regole che il mercato impone per la partecipazione a programmi di questo tipo. E così già da tempo si è adeguata alle politiche dei costruttori di aerei leader nel mondo. Insomma il momento non è dei più semplici e lo “sforzo” richiesto ai propri fornitori è fondamentale per rilanciare un’azienda che – comunque – anche grazie ad importanti partnership come quella di Atr la join venture con Airbus Group, in momenti difficili è riuscita a superare una forte crisi del settore. Attualmente Alenia Aermacchi ha una forza lavoro di circa 11 mila risorse e genera un indotto a livello nazionale di oltre 22 mila unità. E’ presente con insediamenti industriali in Piemonte, Lombardia, Veneto, Campania e Puglia. Proprio la Campania rappresenta il quartier generale per il comparto civile (siti produttivi a Pomigliano d’Arco, Nola e Capodichino con una forza lavoro di circa 4mila unità e altre 7mila nell’indotto) ma Alenia ha messo solide radici anche in Puglia dove attraverso i siti produttivi di Monteiasi-Grottaglie e Foggia impiega circa 2mila risorse generando un indotto pari a mille unità. Un sistema che mostra di saper funzionare bene anche quando, come in questa fase storica, bisogna fare di necessità virtù per rispondere alle incognite della crisi.