Disoccupazione, solitudine e povertà: Manfredonia in crisi nera. Cascavilla: “È una città che soffre”

Nel solo anno 2013 sono state registrate 5.000 presenze e richieste di colloqui ai Servizi Sociali. Se aggiungiamo tutte quelle non registrate, le mail, le telefonate, forse il numero non è lontano dal doppio. Nel Piano sociale di zona c’è una descrizione chiara delle difficoltà delle famiglie, delle nuove povertà, la drammatica situazione dei giovani senza lavoro, dei nuovi bisogni di cura.

Circa mille sono state le domande di contributi straordinari presentate al Servizio Sociale di Manfredonia. La lettura collegiale di tutte le domande e le istruttorie delle singole istanze permettono di ricavare numerosi dati e notizie sulla vulnerabilità sociale della città del golfo. “Una conoscenza che si somma a quella dell’ascolto diretto di centinaia di persone, che avviene quotidianamente grazie al prezioso e silenzioso lavoro delle assistenti sociali”, commenta il sindaco Riccardi.

Nel solo anno 2013 sono state registrate 5.000 presenze e richieste di colloqui ai Servizi Sociali. Se aggiungiamo tutte quelle non registrate, le mail, le telefonate, forse il numero non è lontano dal doppio. Nel Piano sociale di zona c’è una descrizione chiara delle difficoltà delle famiglie, delle nuove povertà, la drammatica situazione dei giovani senza lavoro, dei nuovi bisogni di cura.

La gran parte delle domande sono state presentate alle assistenti sociali e quindi sono frutto di colloqui e conoscenza diretta. Una parte esigua è stata consegnata direttamente al protocollo. Anche per queste i richiedenti sono stati invitati in ufficio o sono stati raggiunti tramite telefonate.

In totale 971 le istanze ammesse all’istruttoria (oltre 50 quelle non ammesse perché giunte in ritardo) e 762 sono coloro che hanno ricevuto il beneficio, con una spesa complessiva per il nostro Comune di 170.743 euro. Tra i richiedenti aumentano i giovani: 119 di questi appartengono alla fascia d’età che va dai 18 ai 30 anni; 488 dai 31 ai 50 anni; 252 dai 51 ai 65 anni; 112 oltre i 65 anni. I nuclei familiari sono 427. In aumento e con crescenti difficoltà le famiglie monogenitoriali: sono 138, quasi esclusivamente donne nubili con prole e donne separate (quasi sempre senza mantenimento o con mantenimento irrisorio).

Alcuni dati sono preoccupanti. In primo luogo la difficoltà di molte famiglie nel pagamento dell’affitto casa. Sono 150 i nuclei familiari che sono ritornati nelle famiglie di origine. Le persone sole sono oltre 180. Precisamente 79 donne e 104 uomini. In aumento i nuclei che vivono nelle campagne (prevalentemente nei poderi di Siponto).

Paolo Cascavilla
Paolo Cascavilla

“E’ una città che soffre – dice l’assessore Paolo Cascavilla -. Per il lavoro innanzitutto. Le situazioni più gravi sono quelle dei disoccupati intorno ai 50 anni e delle coppie giovani. Molte di queste hanno contratto il mutuo, qualcuno ha già perso la casa. Si tratta di persone che lavoravano e avevano conquistato una stabilità e un equilibrio e in breve tempo devono fare i conti con una fragilità economica dalla quale non vedono via d’uscita. In questi casi – continua Cascavilla – servono misure di inclusione attiva. Qualche coppia rinuncia anche ad avere figli. Ma ci sono esempi importanti di solidarietà familiare. Molte donne sole vivono in case messe a disposizione gratuitamente dai parenti. Ci sono non pochi casi di nonni che mantengono con sistematicità gli studi universitari dei nipoti, dal momento che i genitori o sono separati o vivono momenti di difficoltà. Abbastanza consueto è l’aiuto economico o in beni alimentari”.

Accanto al lavoro che non c’è, bisogna registrare forme di nuovo sfruttamento. Si offre lavoro in nero, spesso sottopagato. ‘Tanto stai senza far niente’, si dice. La crisi non colpisce tutti allo stesso modo e vi è anche chi trae vantaggi.