Asl pugliesi, pareri negativi dei revisori a Bari, Lecce e Foggia. Marino: “Urge task force di controllo”

“La convocazione dei revisori dei conti delle Asl e delle aziende ospedaliere è stata utile per avere una cognizione generale della situazione in cui versano le Asl e un approfondimento specifico sul ricorso alle prestazioni aggiuntive, che sembrano essere diverse da quelle di Bari”

“La convocazione dei revisori dei conti delle Asl e delle aziende ospedaliere è stata utile per avere una cognizione generale della situazione in cui versano le Asl e un approfondimento specifico sul ricorso alle prestazioni aggiuntive, che sembrano essere diverse da quelle di Bari”. Così Dino Marino, presidente della commissione Sanità, commenta l’esito delle audizioni sul controllo di gestione delle aziende sanitarie di questa mattina in Regione.  “Naturalmente – spiega – la situazione si presenta a macchia di leopardo, ci sono Asl e Aziende ospedaliere in cui i revisori hanno dato parere negativo sui bilanci degli ultimi due anni, come quelle di Bari, di Lecce, di Foggia e dell’azienda ospedaliera di Foggia, dove sarebbe opportuno aprire verifica costante sui controlli. In questo senso sarebbe utile che l’assessore istituisca un coordinamento dei collegi dei revisori per avere unicità nelle azioni di controllo e per imprimere una vera cultura della contabilità alle aziende”.

Allo stesso tempo, appare evidente, non solo per la questione esplosa all’Asl di Bari, “la mancanza di controlli e il ruolo dell’assessorato e soprattutto dell’Ares che da questo punto di vista sembrano deficitari, cose che avevo già denunciato nella seduta del Consiglio regionale del 3 febbraio 2011, che suscitarono la contrarietà dell’allora assessore Fiore, mentre è evidente che su quella strada non si sono fatti grandi passi in avanti”. “Quando si verificano casi come quelli di Bari – conclude il consigliere regionale -, non basta indignarsi ma sarebbe utile dare risposte di governo. Bisognerebbe costituire una task force regionale sul controllo di gestione delle Asl capace di far affermare modelli organizzativi e gestionali orientati alla ottimizzazione della spesa e alla soddisfazione dei diritti di salute”.