Diffidata la giunta di San Giovanni Rotondo: senza parità di genere. Il neoconsigliere Gemma: “Manca assessore alla legalità”

Matteo Fiorentino, Michele Augello, Carmine Pio Ducange, Anna Pia Di Maggio e Stefano De Bonis. Ecco la giunta di S. Giovanni Rotondo costituita il 30 giugno e presentata ieri. Il giorno stesso gli è piovuta addosso la “diffida” della conferenza donne Pd che l’ha dichiarata “illegittima”.

 

Michele Gemma
Michele Gemma

Matteo Fiorentino, Michele Augello, Carmine Pio Ducange, Anna Pia Di Maggio e Stefano De Bonis. Ecco la giunta di S. Giovanni Rotondo costituita il 30 giugno e presentata ieri. Il giorno stesso gli è piovuta addosso la “diffida” della conferenza donne Pd che l’ha dichiarata “illegittima”, in quanto non rispetta gli standard di parità di genere previsti dalla riforma Delrio. In particolare la segnalazione è a firma della portavoce Maria Elena Ritrovato. Dovevano essere due le donne su sei assessori, compreso il sindaco, in una città con più di tremila abitanti. Un problema non di poco conto se si considera che anche gli atti della giunta potrebbero essere invalidati in caso di ricorso al Tar. Un esempio di diffida che le donne del Pd mettono a disposizione di tutto il territorio con il supporto della consulta regionale.

Ma questo è solo uno dei problemi della terza giunta varata da Pompilio. Ieri si è provveduto anche alla surroga del dimissionario consigliere dell’Udc Pietro Fania con Michele Gemma. Terminata l’operazione e dopo l’intervento di Gemma,  6 consiglieri sono usciti dall’aula, tra cui solo uno del Pd, Antonio Santoro, anche bersaglio di intimidazioni con una bomba piazzata sotto la sua abitazione. L’altro, Giuseppe Mangiacotti, è rimasto in aula. La discussione cui è seguito l’abbandono dell’aula di alcuni consiglieri, era incentrata sul futuro dell’amministrazione ancora nel caos di una maggioranza- opposizione costituita da 10 contro 6, a giunta proclamata.

Persistono ancora delle titubanze sulla firme da raccogliere per dare un taglio netto alla situazione, e che ormai si trascina da tempo. Ma pare che anche nel Pd, stando alle reazioni dei consiglieri in aula, non esista una volontà unanime. Gemma si è dichiarato all’opposizione- sebbene altri consiglieri dell’Udc siano con Pompilio- e pronto a passare nel gruppo misto “se continua questa situazione”.

La città è in balia delle onde, e delle bombe,  non si capisce qual è la maggioranza e qual è l’opposizione. Sull’esistenza di  connessioni chiare tra politica e intimidazioni ai suoi rappresentanti è intervenuto anche Emiliano, senza girarci intorno, e precisando, dal punto di vista politico, che il “Pd è all’opposizione”. Questo prima del sit-in della città contro gli episodi criminali. Il nodo della stabilità politica resta  irrisolto pur restando l’amministrazione in carica.

 “Chi è titubante- aggiunge Gemma-  o si decide a firmare oppure quella che è diventata una parte dell’opposizione torni a fare la maggioranza”.  Sulla giunta nominata da Pompilio ha qualche remora: “E’ stata decisa a pochi giorni dall’esplosione delle bombe e delle minacce, mi sarei aspettato come minimo un assessorato alla legalità, che è una questione culturale, partire dalle piccole azioni quotidiane che mirano anche a progetti sociali per la legalità. Sul fatto che sia “tecnica” credo indichi comunque un fallimento della politica, che ha perso il suo primato”.