Puglia, emergenza sangue a Brindisi. Friolo: “Si può davvero mettere a rischio vita delle persone?”

nche a Brindisi scoppia il caso dell’emergenza sangue, dopo la revoca da parte del Coordinamento regionale per le Attività Trasfusionali della convenzione tra l’Asl provinciale di Brindisi e la sezione provinciale dell’Avis….

Anche a Brindisi scoppia il caso dell’emergenza sangue. “Dopo la revoca da parte del Coordinamento regionale per le Attività Trasfusionali della convenzione tra l’Asl provinciale di Brindisi e la sezione provinciale dell’Avis – spiega il vicepresidente della commissione Sanità, Maurizio Friolo -, e la mancanza di valide e immediate alternative per soddisfare il fabbisogno ematico di un territorio vasto e che aveva potuto contare fino allo scorso marzo sul gran numero di sacche raccolte dai volontari dell’associazione attraverso uscite itineranti nei vari comuni della provincia, avevo presentato il 30 aprile un’interrogazione urgente al presidente Nichi Vendola e all’assessore alle politiche per la Salute Elena Gentile proprio per denunciare i rischi che il mancato rinnovo della convenzione avrebbe inevitabilmente comportato”.  “Mentre sono ancora in attesa di una risposta – continua -, si sono nel frattempoM moltiplicati gli appelli del direttore del dipartimento di Medicina Trasfusionale dell’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi, Francesco Cucci – che ho vanamente cercato di raccogliere e amplificare con un successivo intervento il 29 maggio – per trovare nuovi donatori in grado di supplire alle carenze già allarmanti. Alla luce dell’assordante e ostinato silenzio dei vertici regionali, mi chiedo e chiedo direttamente al direttore generale dell’Asl Brindisi, Paola Ciannamea, come intenda procedere per garantire ai cittadini i Livelli Essenziali di Assistenza che sono di competenza e responsabilità diretta della direzione generale, soprattutto dopo l’ultimo allarme per la carenza di sangue ‘0’ positivo”. Prima di concludere: “Bisogna aspettare ancora e mettere a rischio la vita di chi si trova improvvisamente ad aver bisogno di una trasfusione, perché qualcuno faccia finalmente qualcosa? E che potrebbe, che potrà succedere con la stagione estiva e con l’arrivo di migliaia di turisti? Non vogliamo essere ancora una volta facili profeti, ma scongiurare invece in ogni modo drammi determinati da una mancanza di programmazione prima, e dall’assenza di interventi e di azioni tempestive”.