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Home - Caso 118 di Vieste, non possono fare un gesso ad una bambina. Come potranno assistere 200mila turisti?

Caso 118 di Vieste, non possono fare un gesso ad una bambina. Come potranno assistere 200mila turisti?

Di redazione
15 Giugno 2014
in Sanità & Salute
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Non va tutto per il verso giusto nella sanità viestana. Nonostante la “bandiera verde”, il prestigioso riconoscimento che dal 2008 viene assegnato dalla rivista “OK-la salute prima di tutto”, assegnato da 418 pediatri intervistati dalla redazione della rivista, il caso della piccola Sophia è emblematico. La spiacevole “avventura” è avvenuta sabato scorso, al Punto di primo intervento. Ad essere malcapitata, una famiglia di Foggia in vacanza a Vieste. Qui, la piccola di 6 anni, si è fratturata l’avambraccio destro. Subito i genitori, verso le ore 19, son corsi al Pronto Soccorso del centro garganico. Il personale addetto ha subito riposto tutta la sua professionalità e amore verso la piccola. L’hanno confortata, medicata, controllata al tatto, ma non hanno potuto conferirgli le prestazioni mediche specialistiche dovute. “Infatti – ci viene spiegato dal giornalista Nico Baratta – alla piccola Sophia non son stati fatti i raggi-X all’avambraccio, così non potendo stabilire la definitiva entità del danno e perciò applicargli la gessatura. I bravi e premurosi medici e infermieri del Pronto Soccorso di Vieste hanno potuto solo bloccargli l’avambraccio con una semplice ‘docciatura’ e indirizzare la famiglia foggiana verso San Giovanni Rotondo, all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Qui, con la piccola Sophia sofferente e l’altro figlio più piccolo, anch’egli sofferente per il travagliato percorso stradale cui è stato costretto a subire, i coniugi foggiani si son recati presso il reparto di ortopedia dell’ospedale di San Pio. Solo in questo momento la piccola, presa in cura dal dottor F. Di Pietro, è stata sottoposta al controllo dell’avambraccio destro previ raggi-X e poi alla dovuta gessatura”.

Poi precisa: “Raccontato il travagliato susseguirsi dell’incidente, sofferto anche per il tragitto stradale da Vieste a San Giovanni Rotondo per una distanza di circa 80 km coperti in più di un’ora per le disagiate condizioni di viabilità, ora è il caso di soffermarci sul servizio che il PPI di Vieste offre a chi chiede assistenza e aiuto, specie in regime d’urgenza. Siamo alle soglie della stagione estiva. Vieste è uno dei centri turistici più visitati in Italia. Turisti da tutto il mondo si recano nel centro garganico per trascorrere ore di relax, divertimento, spensieratezza, consci di ottenere prestazioni urgenti di qualunque natura all’altezza della situazione. Non è così poiché il Pronto Soccorso di Vieste è soggetto a ristrettezze dettate dal taglio dei costi di prestazione sanitaria imposti dalla Regione Puglia.Nel caso specifico, il servizio ambulatoriale di ortopedia è funzionante dal lunedì al sabato, fino alle ore 14, con la presenza di uno specialista che non effettua raggi-X e gassature. Poi il nulla, o meglio il trasferimento al centro sanitario più vicino, S. G. Rotondo”. Un addetto del reparto di Ortopedia avrebbe confermato che “il Pronto Soccorso di Vieste per prestazioni di ortopedia opera fino a sabato ore 14 in regime poliambulatoriale di radiologia. Non svolge prestazioni di gessatura e che tale operazione è svolta al centro più vicino e competente, ovvero l’ospedale di San Giovanni Rotondo”. “Insomma – conclude Baratta – Vieste ha un’emergenza, forse già nota, ma mai risolta: quella di un presidio pienamente funzionale per prestare assistenza e cura in regime di urgenza ai più dei 200mila turisti che si recano in una delle perle più amate dal popolonord europeo”.

Tags: Bandiera VerdeFoggiaPronto SoccorsoPugliaSanitàSophiaturismoVieste
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