Assunzioni sanità in Puglia, nel Salento parte la protesta: “Da noi solo il 4% degli assunti”

Polemica sull’assunzione di 703 unità assegnandone all’Asl di Lecce soltanto 29, di cui 7 dirigenti medici anestesisti, un dirigente veterinario e 21 infermieri.

“Apprendiamo con soddisfazione la notizia di nuove assunzioni nella sanità pugliese. Auspichiamo che questa volta si tengano in maggiore considerazioni le esigenze dell’Asl di Lecce penalizzata dalla Giunta Vendola nella prima fase della ripartizione dei posti”.
Lo ha detto il presidente del Gruppo regionale Udc, Salvatore Negro, ricordando che “a febbraio la Giunta regionale aveva approvato un programma che prevedeva l’assunzione di 703 unità assegnandone all’Asl di Lecce soltanto 29, di cui 7 dirigenti medici anestesisti, un dirigente veterinario e 21 infermieri. Appena il 4% del totale su una popolazione che rappresenta un quinto di quella complessiva della Puglia”.
“Occorre mettere riparo a quella ripartizione, frutto di una evidente disparità di trattamento tra province pugliesi a vantaggio di quelle maggiormente rappresentate nel governo regionale – ha sottolineato il capogruppo Udc – Le nuove assunzioni vanno spalmate sulla base delle effettive esigenze dei territori, partendo soprattutto dalle Asl più penalizzate come quella salentina. Voglio ricordare, solo per citare qualche esempio, l’emergenza del Pronto Soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce che costringe il personale medico ed infermieristico a turni massacranti per garantire un adeguato servizio, l’emergenza di chirurgia vascolare già denunciata da noi più volte negli ultimi tempi, o la situazione inaccettabile del presidio ospedaliero di Scorrano che è priva di 5 primari, e le criticità negli altri ospedali leccesi come Gallipoli, Copertino e Galatina. Torniamo perciò a chiedere al presidente Marino che la questione venga affrontata in tempi brevi nell’apposita commissione e che in tale occasione si voglia procedere all’audizione del Governo regionale sull’argomento”.



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