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Home - San Severo: operazione Francesco Miglio, l’esule del Pd che sfiderà Lallo. L’accordo con Marino pare già scritto

San Severo: operazione Francesco Miglio, l’esule del Pd che sfiderà Lallo. L’accordo con Marino pare già scritto

Di Paola Lucino
27 Maggio 2014
in Home, Politica
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Per un soffio il Pd non agguanta il ballottaggio. Saranno Leonardo Lallo (centrodestra) e Francesco Miglio (con sei civiche) a sfidarsi tra due settimane a San Severo. Marino si ferma poco prima del 20, Miglio supera appena la percentuale, quanto basta per arrivare al duello con l’avversario. Alla fine è 19,5 contro 21,3. Un terzo polo di stampo chiaramente centrista (Udc, Adc-Pionati e altri), candidato Maria Anna Bocola, drena il 18% delle preferenze. Simone Colapietra, del Movimento 5 stelle, ottiene il 7%, più o meno come a Foggia in base al numero dei votanti. Buon risultato per Michele De Lilla con la campanilistica ‘Terra nostra’, una “coraggiosa” candidatura, com’è stata definita nelle prime ore, in un panorama saturo di sigle e candidati (6,1%). Giuliano Giuliani, col suo 4%  fra ‘Destre’ e civiche, dà fondo a tutte le sue risorse oltre la coalizione di Lallo.

L’operazione di Francesco Miglio rappresenta la vera novità in un contesto abbastanza stantìo. Nata da una costola del Pd –  partito da cui si  allontanò per contestazioni sulle primarie in mano a Dino Marino, il candidato poi prescelto, nonché consigliere regionale – ha raccolto intorno a sé giovani leve e professionisti stimati, motori di una campagna elettorale giocata su forum, programmi concreti, dalla cultura all’ambiente. Come tutti, del resto. Al Pd di Marino sono rimasti i nomi storici, prima dalemiani ora renziani ma che, nel complesso, non hanno cambiato granché. E sono ancora loro i campioni di preferenze: Ciro Cataneo, Michele Irmici, e qualche altro, tutti con oltre 100 voti. Sicché si è verificata una sorta di sdoppiamento del partito: da una parte la nomenclatura di sempre, dall’altra la riverniciatura di matrice renziana con qualche eredità del passato. Luigi Damone, figlio di Cecchino (ex Puglia prima di tutto), è il mister preferenze coi ‘Popolari per l’Italia’, a sostegno, appunto, di Miglio: 268 tratti di matita nell’urna. Per il resto, nomi senza ascendenti particolari.

Damone
Luigi Damone

Sarà questa, probabilmente, la formula magica intorno alla quale si ricompatteranno i due blocchi divisi verso il ballottaggio, ma c’è sempre il valore dei voti udiccini e tanto altro sparso qua e là. Senza considerare le frattaglie, liste praticamente senza numeri o da 1 voto per consigliere che non hanno superato il 2-3%.

Incredibile ma vero, il confronto tra il Pdl del 2009 e la coalizione di Lallo fa registrare una flessione di qualche centinaio di voti. Lallo ne ha presi 7.290, erano 7821 quando Savino vinse poi al ballottaggio. Il Pd conquista quasi 2mila voti e sale dal 13 al 19%.

Nessun candidato, per il resto, fa più della sua compagine di riferimento, il nome campeggia nella barra in alto dei grafici elettorali. Punto. Gli schieramenti hanno guidato gli elettori, non i candidati sindaci. Questo vale per Lallo, Miglio, Marino e Bocola, unica donna proiettata verso la fascia tricolore, che ha speso molto in questa campagna elettorale e forse pensava di arrivare in finale. Ma ci sarà un secondo tempo. Tra i suoi sostenitori, i 120 voti di Leonardo Irmici e i 103 di Ciro Persiano. Hanno sprigionato più energia- in termini di voti personali- quei candidati che si sono presentati con un’unica lista.

bocola
Maria Anna Bocola

Tra i consiglieri più votati, dopo l’ineguagliabile Luigi Damone, il nome, controverso fino all’ultimo istante circa l’ingresso o meno in Forza Italia, di Fernando Caposiena che ha ceduto il passo alla figlia Rosa. 175 preferenze perché il cognome conta. Di Monte, D’Orsi, Ciliberti, un trio che non è mai andato sotto i cento voti nell’ex Pdl,  Ettore Censano (Ncd) arriva a 114, nella lista di Lallo sindaco sono 117 le preferenze per Francesco Stefanetti.

Quanti ne arriveranno in consiglio comunale e, soprattutto, quali alleanze si faranno oltre quella, quasi certa, Miglio-Marino, che non è poco? L’Udc, sempre fervidamente sostenitrice del sindaco Savino, caduto in pieno svolgimento delle sue funzioni su firma dei suoi alleati (pare che l’ex primo cittadino abbia sostenuto Bocola) cosa farà?

Tags: amministrative 2014dino marinofrancesco miglioGiuliano GiulianiLeonardo LalloLuigi DamoneMaria Anna BocolaMichele De LillaSimone Colapietra
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