Acqua azzurra… e trasparente. Cresce la qualità in Puglia, l’Istituto Superiore di Sanità: “Bevete quella del rubinetto”

Bere l’acqua del rubinetto non fa male e non inquina. È questo il messaggio lanciato da alcuni esperti durante l’incontro dell’Asl di Foggia sul tema…

“I controlli da parte dell’acquedotto, associati a quelli dell’autorità sanitaria locale e centrale, assicurano una sicurezza elevata della qualità dell’acqua ed una trasparenza della comunicazione al cittadino”. Così ha esordito Luca Lucentini, Direttore del Reparto Igiene delle Acque interne dell’Istituto Superiore di Sanità, durante il corso di formazione sulle acque destinate al consumo umano, organizzato ieri a Vieste dal Dipartimento di Prevenzione della Asl di Foggia. Non solo di buona qualità ma anche più sicura, economica, controllata e ad impatto zero: lo ha confermato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia. “Per imbottigliare l’acqua minerale – ha spiegato – bisogna consumare grandi risorse, soprattutto petrolio, necessario per realizzare le bottiglie di plastica di cui solo un terzo viene avviato al riciclaggio. Il messaggio insomma è chiaro: l’acqua del rubinetto è a chilometro zero e non inquina “.

“Attualmente la sorveglianza sui sistemi idrici – ha concluso Lucentini – è strutturata su vari livelli di controllo che assicurano una sufficiente garanzia di distribuzione di acqua di buona qualità dal punto di vista sanitario. È evidente che tutto è migliorabile. Oggi sta cambiando il sistema di intervento: sino ad ora si è proceduto con controlli di fattori di rischio al rubinetto dell’utente. Si vuole invece spostare l’attenzione a quello che potrebbe avvenire nell’acqua prima, nella fase cioè che va dalla captazione al rubinetto. Questo è stato codificato dall’Organizzazione Mondiale della Salute con il Water Safety Plan che è appunto un approccio integrato di analisi e valutazione dei rischi”.

Oltre alle tematiche riguardanti strettamente la salubrità dell’acqua da bere, il corso formativo, grazie agli interventi degli esperti del Dipartimento di Prevenzione, di Regione Puglia, Arpa, Acquedotto Pugliese, Università degli Studi di Foggia e Bari, Autorità Idrica Pugliese, Ordine dei Medici, ha trattato nel dettaglio la sicurezza e la qualità dell’acqua destinata nel suo complesso al consumo umano, il suo corretto utilizzo e le problematiche ambientali, sanitarie e sociali ad esso connesse. Particolare attenzione è stata riservata alla “comunicazione del rischio” in caso di emergenze sanitarie e ambientali legate all’uso della risorsa “acqua”, comunicazione che, è emerso, necessita di un maggiore e attivo coinvolgimento del cittadino secondo i principi della trasparenza e della partecipazione.SONY DSC

Tra i mezzi di comunicazione con l’utenza c’è il “Portale dell’acqua”, un sito web in cui il cittadino potrà trovare tutte le informazioni sulla situazione delle acque sul territorio nazionale. A parlarne è stata Liliana La Sala, Direttrice della Sicurezza Ambientale e Prevenzione Primaria del Ministero della Salute, che ha anche posto l’accento sulla necessità di creare sinergie tra tutti i soggetti attivi, enti, istituzioni e associazioni: “Il governo è vicino al territorio. Anche se in ambito sanitario ha devoluto le competenza alle autorità locali, ciò non toglie che l’amministrazione centrale abbia un ruolo di coordinamento che intende svolgere in maniera adeguata, favorendo il confronto con le amministrazioni locali anche attraverso l’incontro fisico tra i vari operatori”.





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