La Puglia da gustare sbanca al Cibus. Soddisfazione per le aziende foggiane

Grande soddisfazione per la partecipazione delle aziende del comparto agroalimentare di Capitanata alla diciassettesima edizione del salone internazionale (biennale) dell’agroalimentare che ha chiuso i battenti ieri a Parma, registrando un record di presenze.

La Puglia da gustare “ha fatto sgranare gli occhi” ai buyer esteri del Cibus di Parma. Grande soddisfazione per la partecipazione delle aziende del comparto agroalimentare di Capitanata alla diciassettesima edizione del salone internazionale (biennale) dell’agroalimentare che ha chiuso i battenti ieri, registrando un record di presenze. Circa 67mila visitatori e 2700 aziende espositrici e 950 giornalisti accreditati. Numeri in crescita anche sul fronte dei buyer stranieri presenti: mille in più rispetto all’edizione del 2012, per un totale di 12mila buyer esteri. Un dato che non è passato inosservato agli occhi delle aziende foggiane affezionate alla vetrina fieristica.

“Nonostante si faccia in Italia questa manifestazione, c’è stata una fortissima affluenza estera. Noi abbiamo avuto più contatti esteri che italiani”, conferma a l’Immediato Michele Clemente, dell’omonima azienda olearia di Manfredonia. L’export dell’“Olearia Clemente” vale metà della produzione annuale. “Siamo presenti in 33 Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada e Brasile, poi tutta l’Europa nord e dell’est, e in più Corea, Cina e Giappone. Abbiamo consolidato i rapporti con i nostri contatti in questi Paesi –continua l’imprenditore manfredoniano- e si sono affaccianti anche nuove opportunità in occasione della fiera. È nostra abitudine prepararci alla partecipazione agli eventi, attivandoci prima con la comunicazione e pubblicizzazione della nostra presenza al Cibus. Per la sua importanza questa è una manifestazione alla quale parteciperemo sempre, è fuor di discussione la sua validità, è tra le più importanti che ci sono. Facciamo manifestazioni dagli anni Ottanta, e prima c’era una folla indiscriminata di gente, mentre ora c’è solo un pubblico qualificato e selezionato. Chi viene in fiera ha le idee chiare e sa cosa cerca”. Tra tipologie di confezionamento e di prodotto l’“Olearia Clemente” si è presentata a Parma con qualche novità, soprattutto per quanto riguarda i prodotti di alta gamma, gli oli biologici e certificati.

Anche il “Gruppo Alimentare Castellano” di Cerignola si è presentato al Cibus con innovazioni a carico dell’estetica del prodotto. “Abbiamo esposto un formato nuovo di brick vino, che ci stanno richiedendo e andrà in produzione da settembre. Lo abbiamo presentato a Parma come ultima novità per il packaging -spiega Pierfrancesco Castellano-, e il contenuto sarà una novità. Contrariamente a quello che facciamo adesso, punteremo su un vino Igt da commercializzare in brick, facendo alta qualità ma cercando di mantenere un prezzo alla portata di tutte le tasche”. È stato oggetto di richieste e interesse da parte degli operatori che hanno manifestato apprezzamento anche per il pezzo forte della produzione del “Gruppo Alimentare Castellano”, specializzato nella lavorazione dell’oro rosso. Anche i derivati del pomodoro, che, fa notare l’imprenditore, “rappresentano la tradizione gastronomica e culturale italiana”, hanno attratto l’attenzione dei buyer. A maggioranza provenienti dall’est Europa i compratori che hanno visitato lo stand dell’agroindustria cerignolana, che ha suscito interesse perfino dall’isole Mauritius.

“È una delle manifestazioni più importanti, raccoglie da decenni, ormai, la parte migliore dell’industria alimentare italiana, con un’ampia partecipazione anche di operatori stranieri che trovano a Parma, come a Colonia o Parigi, un luogo ideale per consolidare rapporti o cominciarne dei nuovi. Questa è stata un’edizione vivace sicuramente, dal punto di vista delle occasioni di incontri con tanti operatori -il bilancio-. Soprattutto nei primi due giorni si è lavorato tantissimo, con tanta gente nuova e con segnali di risveglio anche dall’mercato Italia. Piuttosto ricercati erano i prodotti made in Sud, soprattutto olio ma anche pomodoro, e la nostra regione è stata molto ben rappresentata. Ha fatto una gran bella figura, c’erano quasi tutte le aziende più importanti”.

Dal territorio di Capitanata, numerose le partecipazioni (Agroindustria Alimentare, Antico pastificio del Gargano, Aquamela Fine Food, Artigiana conserviera pugliese, Azienda agricola Fiordelisi, Azienda agricola Fratepietro, Società cooperativa Borgo Libertà, Borrelli srl, Cirillo Group-Bella contadina, Conserve alimentari Futuragri, Consorzio di tutela oliva da mensa Dop-La Bella della Daunia, Ditta Petruzzelli, Fattibene Luigi, Gruppo Alimentare Castellano, Iposea, Agricola Paglione, Molino De Vita, Nonna Maria, Olearia Clemente, Parente, Puglissima, Terre e Gusto, Società cooperativa Apulia, Vinicola Mastricci, Fine Food), in particolare dal territorio del Gal “Piana del Tavoliere”, alla sua prima partecipazione al Cibus. Nell’ambito del piano di promo-commercializzazione, ha indetto un avviso pubblico per la partecipazione di aziende del territorio di competenza (Carapelle, Cerignola, Ordona, Orta Nova, Stornara e Stornarella) al Cibus, registrando un positivo feedback al rientro delle stesse.

“Abbiamo avuto notizie entusiastiche dalle aziende partecipanti”, riferisce il presidente Valerio Caira. “La cosa più importante, da quello che mi hanno riferito, perché io non ci sono stato, è che si è creato una specie di spirito di corpo. La scelta di offrire il paniere del territorio è stato vincente. Chi si è avvicinato al nostro stand ha avuto quella visione di insieme che è l’effetto sperato e riuscito di questa nostra partecipazione. Si è riusciti a fare squadra e lo spirito di coesione è quello che cerchiamo di stimolare come Gal. Questa esperienza è valsa anche sotto questo punto di vista, anche se devo ammettere, e mi dispiace, che si registra scarsa partecipazione dal territorio dei Cinque Reali Siti, che pur avendo una buona dotazione, non tanto si è integrato con il Gal. Devono essere più partecipi”, esorta il presidente del “Piana del Tavoliere”.

Alla sua prima partecipazione anche lo stabilimento di salumi di Bovino “Fattibene Luigi”. Il maiale nero ha conquistato quanti si sono deliziati con le degustazioni. “È andata molto bene –commenta-, poi mi auguro di concretizzare i contatti, ma quello che più mi ha inorgoglito è stato constatare il grande interesse per la Puglia, non solo per i prodotti, ma un’attenzione per tutto ciò che è pugliese, nel complesso; paesaggio, turismo. Molti stranieri si avvicinavano e esclamavano: Oh Puglia, Good… sgranavano gli occhi a leggere Puglia. Si vedeva che la gente era contenta di assaggiare un prodotto pugliese. È una cosa che personalmente mi ha inorgoglito. Non so se trarrò risposte positive, se andranno a buon fine i contatti, ma questa è già stata una bella sorpresa per me”.