Cura alle malattie mentali, “basta con gli ospedali psichiatrici”. La sfida di Sportiva…MENTE

“Alla polemica sul superamento degli ospedali psichiatrici abbiamo cercato di dare una risposta, anche per questo abbiamo ricevuto il riconoscimento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, come testimonianza di condivisione”. Il direttore generale dell’Asl di Foggia, Attilio Manfrini, commenta così il progetto “Sportiva…mente”.

Il dg Asl, Attilio Manfrini e il responsabile del Csm di Troia, Giuseppe Pillo

“Alla polemica sul superamento degli ospedali psichiatrici abbiamo cercato di dare una risposta, anche per questo abbiamo ricevuto il riconoscimento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, come testimonianza di condivisione”. Il direttore generale dell’Asl di Foggia, Attilio Manfrini, commenta così il progetto “Sportiva…mente”, una serie di eventi sportivi (dall’8 al 10 maggio), dedicati ai pazienti affetti da disagio mentale, organizzati tra Lucera e Troia per dare una “speranza a chi viene costantemente relegato ai confini della società”. “La ‘questione psichiatrica’ è tra le priorità dell’Asl di Foggia – spiega Manfrini – sia perché coinvolge persone tra le più vulnerabili, troppo spesso oggetto di abusi e soprusi da parte dell’intero contesto sociale di appartenenza, sia perché necessita di un approccio complesso e poliedrico, che preveda interventi che vanno nella direzione di una reale integrazione socio-sanitaria, ancora di difficile concreta attuazione”.

Nonostante oggi la malattia mentale, per la vigente legislazione italiana, venga considerata uguale alle altre malattie somatiche, infatti, le persone affette da tale patologie sono ancora ritenute pericolose, violente e inaffidabili. “Nulla di più sbagliato e falso – ha chiarito Giuseppe Pillo, responsabile del Centro di Salute Mentale di Troia e promotore della manifestazione -. La pericolosità, la violenza non hanno alcuna correlazione con i disturbi psichici, rappresentando una variabile assolutamente indipendente. Questo non esclude certo l’eventualità che ci possano essere persone con tale tipo di manifestazioni. In tal caso, tuttavia, appare necessario ricercare ed individuare strategie alternative per affrontarle, che non sono e non possono essere né gli istituti di pena né gli ormai superati Opg (Ospedale psichiatrico giudiziario), con la loro logica di segregazione e di controllo sociale”. Tra le varie iniziative è previsto il coinvolgimento di alcuni istituti scolastici al fine di aprire un dibattito tra gli adolescenti sulle problematiche correlate al disagio psichico e sulle tematiche dell’accoglienza e della solidarietà, cercando di superare qualunque forma di pregiudizio.

“Con il gioco – ha spiegato Rosaria Caputo, presidente dell’associazione ‘Tutti in volo’ – cerchiamo di infondere il cambiamento in persone che rischiano di rimanere per sempre ai margini della società. La partecipazione è sempre molto attiva, e cominciamo a raccogliere i primi frutti del lavoro virtuoso che portiamo avanti da diverso tempo”. A complimentarsi, soprattutto con i pazienti, il direttore del dipartimento di Dipendenze patologiche, Matteo Giordano: “Questa è una esperienza di rilievo internazionale, il cui successo è stato segnato in maniera decisiva dall’attività dei pazienti”. Difatti, è previsto, un torneo internazionale di calcetto, con la partecipazione di numerose squadre provenienti dal territorio nazionale, comunitario ed extracomunitario, composte da operatori e fruitori dei servizi per la tutela della salute mentale, studenti degli istituti scolastici coinvolti, rappresentanti delle forze dell’ordine e migranti. Ma è il 9 maggio l’evento clou delle manifestazioni, con la partecipazione del cabarettista della trasmissione di Rai 2 “Made in Sud”, Santino Caravella.