“Basta studiare, ora servono i fatti”. Marasco e il Pd rilanciano il centro storico zona franca urbana. “I vigili? In strada”

Da anni è in atto una devastazione della parte vecchia di Foggia, “la guerra civile dei barbari”, l’ha definita il candidato sindaco Marasco, mentre gli esercizi commerciali si svuotano e le bandiere dei candidati alle elezioni sventolano sulle soglie dei tanti locali vuoti della zona.

Si fa presto a dire “Zone franche urbane” ma la realtà delle procedure segnala altro. Il bando risale al 2008, un’iniziativa del centrosinistra che non ha visto la luce perché alcune città della Puglia, che avevano ricevuto parere positivo dall’istruttoria della Regione, sono state escluse. Nel 2012 il reinserimento e il rifinanziamento, dunque la segreteria del pd e il candidato sindaco Augusto Marasco hanno potuto rilanciare sul tema illustrando tempi, modalità finanziamenti, insieme ai  rischi di “un accaparramento degli sgravi e della defiscalizzazione” che questa misura comporta per le piccole e medie imprese se non opportunamente guidate.

“Il tempo corre e noi siamo ancora qui a discutere”. Con quella buona dose di pragmatismo che lo contraddistingue, l’ex assessore all’urbanistica ha detto chiaramente che gli indici registrati per quella zona nel 2008 sono cambiati, e va perciò rivista la perimetrazione del centro storico e il progetto di risanamento sociale, occupazionale, culturale dell’area del centro storico, individuata come Zfu. Che non può essere “un’isola”, ma va inserito in una “rete” di iniziative. Per questo a mettere sul tavolo le questioni c’era la Confesercenti, che ha già aperto uno sportello per le imprese che vogliono chiarimenti, e i responsabili regionali e locali della fiscalità, Antonio Grinier e Margherita Guadagno”.

Non è esattamente una virtù essere inseriti in questa graduatoria, più gli indici di difficoltà salgono, più si scala la vetta. I dati nel 2008 erano allarmanti. Su una popolazione di 12.500 abitanti, si registrava un tasso di disoccupazione del 24% rispetto a un dato nazionale del 14%; un tasso di scolarizzazione al 21% contro quello nazionale del 33%. Un quadro nero, illustrato dal segretario provinciale Gianfranco Piemontese, per tracciare un centro connotato negativamente come una periferia di un’altra città.

Il finanziamento destinato a Foggia è di quasi 5 milioni di euro, il massimo di detassazione 200mila euro, in base a questo rapporto si desume quante imprese potranno usufruire del credito di imposta, inclusi gli ambulanti con alcune prerogative e i professionisti, purché iscritti al registro delle imprese. C’è tempo fino al 12 giugno, l’incontro serviva a divulgare la misura.

In ogni caso il centrosinistra scava nella propria storia amministrativa, decennale, di questa città per trovare, nel rimbalzo della campagna elettorale, un trampolino nuovo di decollo. Marasco è arrivato all’urbanistica dopo una morìa di deleghe nel settore e ha in breve riassunto le iniziative poste in essere per Foggia: dal documento di rigenerazione urbana alla sostenibilità, dalla mappatura degli ipogei al progetto per rilevare la vulnerabilità sismica degli edifici storici. E riparte dal cuore antico della città, nella piazzetta del Bar 2000, con le campane della Cattedrale ad azzerare i microfoni.

Va assecondata, per esempio, la richiesta di Confesercenti per un “piano parcheggi” intorno al centro storico che negli ultimi tempi ha avuto i suoi sussulti. La riapertura della Chiesa dei morti dopo 33 anni e il rifacimento della Cattedrale. “Come programmazione la nostra città ha studiato, anche troppo, ora più che di promesse serve realizzazione”.

Da anni è in atto una devastazione della parte vecchia di Foggia, “la guerra civile dei barbari”, l’ha definita, mentre gli esercizi commerciali si svuotano e le bandiere dei candidati alle elezioni sventolano sulle soglie dei tanti locali vuoti della zona. E i vigili urbani? “Li voglio in strada, almeno una parte, perché l’emergenza è forte”. Una frecciata ai concorrenti sindaci quando parlano “senza dare fatti, contenuti e soprattutto fonti finanziarie”.

Grave pecca dell’amministrazione uscente è stata l’incapacità di intercettare fondi europei, né i candidati di altre coalizioni hanno omesso di sottolinearlo in campagna elettorale. Marasco intende completare la programmazione avviata, se gli elettori “mi daranno la possibilità”, e creare una task force di professionisti competente nel presentare progetti europei:“La prossima programmazione comunitaria è basata sulla città”. Prendersene cura è il suo slogan, anzi, il suo “claim elettorale”.