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Home - Monnezza nella cava di Ordona, lo choc di un carabiniere del Noe: “È come Gomorra”

Monnezza nella cava di Ordona, lo choc di un carabiniere del Noe: “È come Gomorra”

Di Francesco Pesante
24 Aprile 2014
in Cronaca
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“Quello che ho visto ieri io non l’avevo mai visto”. Le parole di un carabiniere del Noe riferite a “Repubblica” sono disarmanti. Lo scandalo dei rifiuti tra Campania e Capitanata si fa sempre più grosso. Ieri mattina, il carabiniere del Noe ha persino citato il libro di Saviano. “Ha presente Gomorra? La scena è stata la stessa”.
I rifiuti che stanno emergendo dalla cava della Edil C. a Ordona sono di ogni tipo: ospedalieri, speciali e pericolosi.
“Temiamo però di essere soltanto all’inizio” dicono gli investigatori.
E il riferimento non è soltanto alla provincia di Foggia. A Bari – raccontano i colleghi di Repubblica – la storia di Domenico Lestingi è così letteraria da rischiare di non sembrare vera. Ma era verissima tutta quell’immondizia che ha tirato fuori con l’escavatore una mattina del marzo di due anni fa. Stanco di vedere cadere nel nulla le sue denunce, si è messo alla guida della pala meccanica e ha cominciato a sollevare la terra dove lui stesso anni fa – in qualità di dipendente della discarica gestita dalla Lombardi ecologia – aveva interrato illegalmente. Da quel gesto è nata un’inchiesta della procura di Bari che contesta tra le altre cose ai gestori del sito il disastro ambientale e testimonia come nel corso degli anni si sia nascosta immondizia sotto ai campi coltivati.

Monnezza sta spuntando ovunque anche nel Salento. I pentiti hanno raccontato che lì sono stati sversati rifiuti e rifiuti nel corso degli anni. Le indagini geotermiche, con i rilevamenti dall’alto dei carabinieri, lo hanno in parte confermato. Ma la prova regina è arrivata in queste settimane quando hanno cominciato a costruire una nuova strada, la statale 275 che dovrebbe servire a rendere più facile la circolazione nel Sud Salento. Parte della bretella che deve essere realizzata passa da un ex cava di tufo. Ma appena gli operai hanno cominciato a fare i primi sondaggi per capire come muoversi, quando sono arrivati nella zona di Alessano, ecco la sorpresa: tonnellate e tonnellate di rifiuti.

Anche in questo caso si tratterebbe però soltanto di un piccolo pezzo di un cimitero di rifiuti molto più vasto. Dopo le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone – che aveva individuato il Salento come una delle zone nelle quali la Camorra per anni avrebbe seppellito i rifiuti – il procuratore capo Cataldo Motta e l’aggiunto Ennio Cillo avevano aperto un fascicolo d’indagine. Hanno così organizzato un pool investigativo interforze, che  –  grazie a delle sofisticate tecnologie montate su aerei e radar –  sta cercando di individuare la zona esatta (le dichiarazioni d Schiavone sono infatti frammentate e poco precise) in cui concentrare gli scavi. Certo è che si cerca nel basso Salento, proprio nella zona della 275, la nuova terra degli zombie.

Tags: Black LandcapitanataMovimento dei cittadini OrdonaOrdona
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