Disagi mentali, Rssa e “grandi vecchi”: passa da qui il futuro della sanità pugliese. Per il resto si piange

“Grandi vecchi”, disabilità mentale e residenze socio sanitarie. È questo il futuro della sanità pugliese.

Grandi vecchi”, disabilità mentale e residenze socio sanitarie. È questo il futuro della sanità pugliese. Non a caso, l’assessore regionale alla Sanità, Elena Gentile, ha puntato forte sulla dotazione di posti letto in questi settori e nella programmazione di nuove assunzioni tra gli operatori socio sanitari. In provincia di Foggia, già sono pronti alcuni progetti. A cominciare proprio da Cerignola. “Abbiamo 20 ettari disponibili all’interno dell’uliveto del Tatarella- spiega il direttore generale dell’Asl, Attilio Manfrini -, qui dovrebbe sorgere, se verranno sbloccate le risorse, la nuova struttura destinata a persone non autosufficienti, o con patologie particolari come la Sla. A loro bisognerà dare una risposta in tempi celeri”. Se l’iter non subirà stop particolari, il centro potrà vedere la luce entro il 2015. Le risorse verranno recuperate con molta probabilità dai fondi europei non ancora utilizzati (e che rischiano, dunque, se non spesi, di ritornare a Bruxelles). Sulla stessa scia, verranno attivati servizi a Torremaggiore (40 posti letto) e San Marco in Lamis (20 posti), nei locali degli ex ospedali ridimensionati con il Piano di riordino ospedaliero della Regione Puglia.

Ma non sono gli unici. Tra il Basso Tavoliere (Cerignola-Cinque Reali Siti) e Manfredonia verranno distribuiti i posti letto residui per le Rssa (Residenze socio sanitarie assistenziali), 90 posti letto. Su questo tema è stata gestita una partita politica importante: con il blocco del turnover e delle assunzioni nella sanità, l’unica promessa possibile si chiama infatti Oss, operatore socio sanitario. Dopo le polemiche sui corsi di formazione fantasma, l’assessore regionale cerignolano ha attivato il percorso “istituzionale” ufficialmente per “mettere fine al disordine”. In effetti, visto il pullulare di strutture private accreditate destinate ad ospitare i pazienti in arrivo dalle Rsa (residenze a carattere sanitario), le aspettative in questo settore occupazionale sono cresciute esponenzialmente. Salvo alcuni ritardi clamorosi (come quello che sta bloccando la fondazione Giuseppe Palena nella realizzazione di un centro socio sanitario per anziani in età superiore a 64 anni in situazione di inabilità-disabilità, con gravi deficit psico-fisici, nonché persone affette da demenza senile), il gap colmato nel settore starebbe fruttando parecchio all’Asl. “In tre anni abbiamo risparmiato ben 5 milioni di euro – afferma l’ingegnere di Cerignola a capo dell’Azienda di Piazza della Libertà -, grazie al trasferimento dei pazienti dalle Rsa alle Rssa. L’obiettivo, ora, è quello di limitare al massimo la mobilità passiva verso le altre regioni e province. Per il momento abbiamo dato una risposta ad un bisogno concreto di salute, perimetrando la mappa dei bisogni. I risultati, con le grandi richieste ai privati, e lo snellimento dei carichi sull’Asl, cominciano ad essere visibili”. Il prossimo passo sarà quello delle autorizzazioni a nuovi soggetti per la gestione di strutture destinate al disagio mentale. Finora, i servizi sono stati contrassegnati da un grande disordine. Le vicissitudini della cooperativa “Futura”, da sempre considerata vicina all’ex senatore di centrodestra Carmelo Morra, tra ritardi nel pagamento degli stipendi e lamentele dei familiari dei pazienti, rappresentano la cartina di tornasole di un sistema che va completamente ripensato.