Villa Dragonetti, dipendenti minacciano sospensione dell’assistenza

Alcuni dipendenti della Residenza socio sanitaria assistenziale Villa Dragonetti di Trani hanno protestato davanti all’ingresso della direzione generale della Asl Bt. La struttura, presso la quale sono ricoverati 70 anziani, al momento ospita anche 39 pazienti psichiatrici.

 

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Alcuni dipendenti della Residenza socio sanitaria assistenziale Villa Dragonetti di Trani hanno protestato davanti all’ingresso della direzione generale della Asl Bt: la struttura, presso la quale sono ricoverati 70 anziani, al momento ospita anche 39 pazienti psichiatrici per i quali la struttura ha dichiarato formale disdetta per mancato adeguamento alle tariffe, frutto di una contrattazione in sede di sottoscrizione della convenzione.

“La direzione della Asl – informa una nota dell’azienda – non solo non può adeguarsi alle tariffe richieste per obblighi di legge, ma deve spostare i pazienti ricoverati poiché il Comune di Trani ha revocato alla struttura l’autorizzazione all’esercizio per i posti psichiatrici. I ricoveri dei 39 pazienti psichiatrici sono al momento possibili su disposizione del Tribunale amministrativo”.
Le valutazioni mediche multidisciplinari disposte dalle Asl ed effettuate sui singoli pazienti, inoltre, hanno messo in evidenza che solo per cinque casi deve essere garantito il ricovero psichiatrico (a totale carico della Asl), mentre per gli altri pazienti devono essere previsti ricoveri in strutture socio sanitarie diverse per anziani e disabili a compartecipazione aziendale e familiare (o comunale nei casi di indigenti). Le strutture alternative di ricovero sono già state individuate dalla Asl Bt e con le famiglie dei singoli pazienti è già stato avviato un dialogo per concordare gli spostamenti.
“Chiederemo alla proprietà di Villa Dragonetti di non sospendere l’assistenza e l’ospitalità – ha detto Giovanni Gorgoni, direttore generale della Asl Bt – fisseremo un incontro nei prossimi giorni per determinare tempi e modi di un processo di trasferimento dei pazienti che agevoli le famiglie e non determini situazioni di disagio per i lavoratori”.