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Home - Mattanza di San Marco in Lamis, Caterino deve restare in cella. Rigettata istanza avvocato

Mattanza di San Marco in Lamis, Caterino deve restare in cella. Rigettata istanza avvocato

Di Redazione
12 Novembre 2018
in Cronaca
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È durata molto poco la speranza di Giovanni Caterino di essere scarcerato. Il 38enne di Manfredonia, accusato di aver partecipato alla strage di San Marco in Lamis, ha incassato il secco “NO” del Tribunale della Libertà alla richiesta di scarcerazione presentata dall’avvocato Giulio Treggiari. Caterino deve dunque restare in cella alla luce dei pesanti indizi nei suoi confronti per i quali rischia l’ergastolo. Indizi che il suo legale aveva invece considerato “insufficienti”.

L’uomo, pochi giorni fa, si era dichiarato innocente ed estraneo alla vicenda dinanzi ai giudici del Riesame. Ma secondo gli investigatori, partecipò attivamente all’agguato. Sono soprattutto telecamere e intercettazioni ad incastrare il manfredoniano. Nelle conversazioni captate nei mesi successivi all’agguato di mafia che costò la vita al boss Mario Luciano Romito, al cognato del capo mafia e a due contadini innocenti, Caterino appariva spesso nervoso, quasi certo di essere pizzicato prima o poi. “A me l’arresto sta… non è oggi… tra un anno, un anno e mezzo… ma l’arresto ci sta…”

Attraverso numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, gli investigatori intuirono lo stato di pericolo in cui versava l’uomo al quale, infatti, fu proposto di collaborare con la giustizia e di essere inserito in un programma di protezione ma Caterino rifiutò categoricamente. Il suo cruccio era uno soltanto, rispondere quanto prima ai rivali colpevoli, secondo lui, di avergli teso un agguato nel febbraio 2018. Arrivò anche ad ipotizzare i soggetti presenti all’interno dell’auto che lo speronò. Forse due foggiani e uno di Manfredonia. Ma non scartava nemmeno l’ipotesi che ad agire possa esserci stato anche “quello di Vieste”. 

Fu il boss Enzo Miucci, reggente del clan Li Bergolis (rivale dei Romito) dopo la detenzione dei capi storici, ad invitare Caterino alla calma e a lasciare per qualche tempo Manfredonia.

Ed è sempre Caterino ad affermare nel corso di una conversazione: “Noi stiamo uccidendo le persone innocenti per fare il piacere a ‘sti bastardi…”, mostrandosi risentito col suo stesso clan in quanto cominciava a sentirsi abbandonato.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

 

Tags: clan li Bergolisclan RomitoGiovanni Caterinomafiastrage San Marco
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