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Home - Fiuggi e Atreju per ricostruire il centrodestra, ma Fitto in FdI disturba

Fiuggi e Atreju per ricostruire il centrodestra, ma Fitto in FdI disturba

Di Redazione
23 Settembre 2018
in Politica
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Due platee diverse per il ritrovo del centrodestra mentre da un lato in Puglia Michele Emiliano ha strappato a Forza Italia il corposo consenso di Massimo Cassano e dei suoi  con l’ingresso in Giunta di Gianni Stea alla pesante delega ambientale e dall’altro il premier Giuseppe Conte sta accrescendo la connessione sentimentale popolare col governo gialloverde.


Da Fiuggi, a cui è accorso anche il sindaco Franco Landella sempre accanto al governatore ligure Giovanni Toti, Silvio Berlusconi ha lanciato il “Manifesto per la Libertà”. Così si chiama il nuovo progetto politico azzurro per aprire il partito sui territori alla società civile.
“Tutti potranno partecipare ai Congressi provinciali e cittadini per scegliere la propria classe dirigente, anche senza avere la tessera di Forza Italia”, ha detto alla platea di Fiuggi il leader azzurro.
“Metteremo in rete e sui social il Manifesto  e chiunque lo approverà, anche con un semplice like, potrà partecipare ai congressi della propria città o provincia”, ha spiegato Berlusconi. Avvisato Raffaele Di Mauro, ormai commissariato di fatto nonostante il suo arriviamo al tavolo per le provinciali dal quale spinge per una candidatura del sindaco di Candela Nicola Gatta, nome condiviso coi civici e in parte anche con la Lega di Ursitti e Cusmai.
Altro partito, stesso travaglio per l’ascesa leghista. Da Atreju, la manifestazione decennale della destra italiana e ora dei Fratelli d’Italia,  Raffaele Fitto è ormai un meloniano doc.
Non sono pochi coloro che mal hanno digerito questo patto col politico di Maglie, ex dominus del Pdl inviso a molti. Tanti i dirigenti che hanno disertato in Puglia l’appuntamento.
Il segretario provinciale foggiano Giandonato La Salandra nel suo intervento in assemblea è stato netto: “L’indiscrezione è quella dell’annuncio oggi alla chiusura di Atreju, non c’è stato alcun annuncio salvo la notizia lanciata da una testata salentina. Se Fitto vuole aderire a Fratelli d’Italia vuol dire che intende aderire ad un progetto di rifondazione dell’intero centrodestra. Ad Atreju è emersa la consapevolezza diffusa di farsi promotori di un progetto politico che superi lo schema che che ha impegnato le forze politiche negli ultimi vent’anni. La nostalgia è una cosa bella, ma io non vivo di nostalgia, non faccio il custode di un cimitero. Guardare tutte le forze politiche che condividano l’idea di disegnare un perimetro politico nuovo è un dovere di tutti quelli che hanno fatto parte di quello che è stato il centrodestra. A livello nazionale Giorgia vuole aggregare intorno ad un progetto politico. Alla provincia sarà la medesima linea. E sarà anche così al comune o ai comuni che andranno al voto”.
Se la Lega aggrega intorno al suo leader, Fratelli d’Italia aggrega intorno ad un progetto che ha un suo leader, secondo il dirigente. “In Sicilia FdI ha aggregato il centrodestra intorno alla figura di Musumeci, presente ad Atreju, quale interprete di una visione della politica siciliana legata al “sarà bellissima”. La stessa Di Girolamo ad Atreju ha riconosciuto l’errore di non condividere il progetto di Giorgia Meloni per il comune di Roma, come ha riconosciuto la necessità non semplicemente di “ricompattare il centrodestra” ma di rifondarlo interamente. Chi dice no a prescindere, o vuole fare il custode di un cimitero o non vuole confrontarsi”.
Ha continuato parlando della sua esperienza.
“Io ho qualche capello bianco, ma so che posso imparare molto anche da chi ha tutti i capelli bianchi. I giovanilismi li ho lasciati tempo fa. Le nicchie, per definizione, sono spazi stretti. Ho una certa statura per stare stretto in una nicchia, e il mio senso di maturità è tale da voler lavorare solo con chi vuole andare oltre le nicchie. Io non chiedo, a chi vuole aderire a Fratelli d’Italia, la carta di identità per vedere quanti anni ha. Io chiedo se aderisce o meno ad un progetto politico. Non ho bisogno di un contratto per lavorare. Io voglio che Fratelli d’Italia sia un partito che non si preoccupa delle fisiologiche percentuali, ma che si preoccupa di come interpretare quel sentimento di centrodestra che è nell’aria. Salvini è un leader e nessuno lo discute, mi sembra stia aggregando anime che sono storicamente legate a percorsi politici estremamente lontani da la destra. Non capisco perché questa sia una cosa positiva ed il fatto che Fratelli d’Italia voglia farsi promotore di un progetto politico che vada oltre gli schemi degli ultimi vent’anni sia un problema. A quarant’anni bisogna essere uomini, e io so che oltre uno steccato posso solo crescere. Nei prossimi giorni ci saranno diversi momenti di confronto. La politica si fa con i confronti non con i proclami”.

Tags: AtrejuFiuggiFranco LandellaGiandonato La SalandraGiorgia MeloniRaffaele Fitto
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