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Home - “Non è una pacchia pagare 5 euro per morire nei furgoni”. Sindacati e associazioni dicono No al caporalato

“Non è una pacchia pagare 5 euro per morire nei furgoni”. Sindacati e associazioni dicono No al caporalato

Di Redazione
8 Agosto 2018
in Cronaca
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La manifestazione dei sindacati confederali a Foggia dopo i due incidenti che hanno strappato la vita a 16 braccianti migranti è stata questa sera un grande bagno di folla. Lavoratori, associazioni, ANPI, Libera, Caritas, Arci, Acli, Legambiente, Wwf, Emmaus, attivisti e politici hanno risposto con un dispiego di donne e uomini importante. Sono arrivate delegazioni sindacali da tutta Italia. Umbria, Marche, Abruzzo, Napoli con il movimento Dema ispirato dal sindaco Luigi De Magistris. Ha sfilato un pezzo di centrosinistra, da Michele Emiliano all’europarlamentare Elena Gentile, l’onorevole Bordo, il presidente del Consiglio regionale Loizzo. Non solo Pd però, nel corteo anche i portavoce al Parlamento del M5S, Marco Pellegrini, Giorgio Lovecchio e Gisella Naturale e il sindaco di Foggia Franco Landella.
Almeno in tremila a sfilare dalla Stazione, luogo simbolo della presenza migrante in città a Piazza Cesare Battisti. Sul palco, alla fine della marcia hanno preso la parola i sindacati. La lotta al caporalato stavolta, con le tragiche morti, sembra essere seria.
“Non è una pacchia alzarsi alle 4 del mattino e mettersi nelle mani del caporale. Non è una pacchia pagare 5 euro per i furgoni della morte si può ritardare questo appuntamento fatale
In Capitanata dobbiamo fermarci e interrogarci sul perché siamo giunti a questo livello di disgrazia”. Come è possibile che siamo passati dall’accoglienza diffusa al degrado diffuso?
Tutto si è rilevato inefficace e come autorità prendiamoci un po’ di responsabilità. No al caporalato no allo sfruttamento.Noi siamo lavoratori, siamo 20mila: è grazie alla nostra forza lavoro che si regge l’agricoltura. Chiediamo solo diritti, non vogliamo bruciare il cielo, vogliamo pari diritti e pari doveri”, ha detto in un toccante discorso Mohamed Elmajdi della Fai Cisl.
Contro il caporalato per dare dignità ai braccianti migranti, ospitalità e rispetto vuol dire smantellare i ghetti, sequestrare i mezzi dei caporali, punire gli agricoltori disonesti, realizzare centri di accoglienza con trasporti pubblici adeguati, secondo le ACLI.


“Oggi le tantissime presenze in piazza hanno dimostrato, qualora ce ne fosse bisogno, che il mondo del lavoro, che la società foggiana e pugliese non si vogliono arrendere all’illegalità del caporalato. Siamo al fianco dei braccianti e dei lavoratori che chiedono a gran voce dignità, libertà di vivere il futuro e non siamo disposti ad arretrare di un millimetro”.
Lo ha dichiarato Gianni Ricci, Segretario generale della UIL di Foggia.
“Abbiamo ribadito alle istituzioni presenti che il caporalato si combatte non solo con le leggi, ma togliendo ossigeno a chi crede di fare profitto sulla pelle dei lavoratori, giocando con la vita di persone innocenti. Bisogna rendere sicuri ed efficienti i trasporti pubblici locali, creando una alternativa legale e accessibile si furgoni della morte dei caporali. E poi – conclude Ricci – occorre mettere in campo un sistema di welfare mirato e creare spazi nei quali far vivere dignitosamente tanti braccianti che lavorano nei campi del nostro territorio provinciale e regionale”.
Carla Costantino segretaria CISL ha avuto parole molto dure contro quei Comuni che ancora non danno l’ok per la realizzazione dei moduli abitativi nei terreni regionali. È in cabina di regia che va risolto il problema dei ghetti a suo avviso.
Dalla Flai CGIL Puglia lo sforzo organizzativo maggiore con il richiamo costante e non solo simbolico a Giuseppe Di Vittorio.

Tags: cgilCislFlai Cgiluil
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