Fondi alle periferie, i parlamentari foggiani del M5S illustrano il decreto Milleproroghe

Replicano a sindaco e capogruppo del Pd. “Foggia è 100esima. Escludendo i 24 progetti immediatamente esecutivi e ferme restando le risorse complessivamente stanziate, il bando periferie non viene congelato ma solo posticipato per il rinnovo delle convenzioni e la verifica dei progetti”

I portavoce della provincia di Foggia del Movimento5Stelle di Camera e Senato, in relazione a quelli che giudicano degli “inutili allarmismi del sindaco di Foggia, Franco Landella e del capogruppo del PD in consiglio comunale, Augusto Marasco sui fondi per la riqualificazione delle periferie” rispondono con una nota congiunta. Ieri l’ex premier Matteo Renzi in una sua Renzinews ha ironizzato sul decreto Milleproroghe del governo gialloverde.

“Ci sarà da combattere anche per difendere il Piano Periferie, una delle migliori idee del mio Governo. Ideato nel novembre 2015, abbiamo completato il finanziamento nell’ottobre 2016 finanziando tutti i bandi. Ricorderete che lo presentammo nell’ambito del progetto “Un euro in cultura, un euro in sicurezza”, una delle scelte qualificanti l’azione dell’Esecutivo dei Mille Giorni. Spero che davvero l’attuale Governo non voglia tornare indietro anche su questo e che sia tutto un equivoco”, ha scritto Renzi, concludendo: “Certo che è tutto molto bello. Quando sei al Governo ti insultano tutti. Adesso che siamo all’opposizione: tutti riconoscono che il Piano Periferie del Governo dei Mille Giorni era una cosa buona. Come cambia il mondo eh?!?”.

Ebbene i parlamentari del M5S  Marco Pellegrino, Gisella Naturale, Rosa Menga, Carla Giuliano, Giorgio Lovecchio, Marialuisa Faro e Francesca Troiano tentano di fare chiarezza sulla vicenda.

“Bisogna non lasciar passare il messaggio sbagliato pur di denigrare il Governo in carica. Per la riqualificazione delle periferie sono stanziati in bilancio oltre 2 miliardi di euro e quello che per Landella e Marasco è un congelamento, in realtà è una rimodulazione dovuta al ritardo nella elaborazione di progetti completi. Con un nostro emendamento inserito nel Decreto Milleproroghe – spiegano-  abbiamo posto rimedio ai disastri del PD che, imponendo per anni vincoli di bilancio, ha di fatto impedito ai Sindaci di poter utilizzare gli avanzi di amministrazione degli esercizi precedenti.  È decisamente fuori luogo che Landella e, soprattutto, Marasco critichi un emendamento votato all’unanimità anche dal Pd, Renzi compreso. Al Governo si deve il salvataggio dei primi 24 progetti immediatamente esecutivi che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100”.

I portavoce sottolineano che  che il bando periferie è stato finanziato dal governo precedente, per metà dell’importo complessivo, con le risorse stanziate sulla base di una norma sulla quale è intervenuta una pronuncia di illegittimità costituzionale. E proseguono: “Foggia, nello specifico, si era classificata al 100esimo posto, ed il bando per le periferie inizialmente prevedeva una misura di 500 milioni ed il finanziamento dei primi 24 progetti. Se proprio vogliamo dirla tutta fu il PD, probabilmente mosso da fini elettorali, a voler “estendere” questa graduatoria, con coperture dubbie e con manovre sulle quali è intervenuta la Consulta. Il nuovo governo ha perciò deciso, politicamente e giuridicamente, di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019  non solo per alcuni enti locali ma per tutti al fine di consentire a chi avesse  avanzi di utilizzarli  immediatamente per investimenti in opere pubbliche con un criterio di premialità per i comuni virtuosi e di equità”.

Per la riqualificazione delle periferie sono stanziati in bilancio oltre 2 miliardi di euro. Di questi, 500 milioni sono a carico del bilancio della PCM, mentre  la restante quota è stanziata sul bilancio del Mef – FONDO SVILUPPO E COESIONE, illustrano nel dettaglio.

“Escludendo i 24 progetti immediatamente esecutivi e ferme restando le risorse  complessivamente stanziate, il bando periferie non viene congelato, come sostengono Landella e Marasco, ma solo posticipato per il rinnovo delle convenzioni e la verifica dei progetti.  Appare dunque alquanto singolare – conclude la nota – che si punti il dito contro chi ha reso immediatamente disponibili per gli Enti Locali fondi per gli investimenti così come ridicolo è che si urli all’abbandono delle periferie da parte dell’esecutivo quando il lavoro fatto va nella direzione dei maggiori servizi per i cittadini, gli stessi che i precedenti Governi hanno messo in ginocchio.”