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Home - Meloni e Mainiero, tra l’Europa e Foggia. Il candidato di Fratelli d’Italia: “Non ci restano che le tasse”

Meloni e Mainiero, tra l’Europa e Foggia. Il candidato di Fratelli d’Italia: “Non ci restano che le tasse”

Di Paola Lucino
7 Maggio 2014
in Politica
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Taglio del nastro in corso Cairoli per il comitato di Giuseppe Mainiero, capolista di Fratelli d’Italia a Foggia. Giorgia Meloni in persona è arrivata per presentare i candidati e tenere poi un comizio all’isola pedonale insieme a Gianni Alemanno, impegnato al sud per la corsa alle europee con la fondatrice del partito in testa all’elenco in tutte le circoscrizioni. Buon affollamento della piazza alle sei di pomeriggio di un giorno feriale. Trattasi del primo comizio di queste elezioni, senza gli inni che ne hanno caratterizzato le precedenti edizioni, come del resto per il Pd. Sempre più cantautori, rock, pop. Una visita veloce perché doveva scappare a Bari. Nella sede di corso Cairoli, e poi in piazza, la fondatrice del partito si è soffermata sui temi europei, ovviamente, dalla Bce “prestatrice di ultima istanza” all’immigrazione, che “grava sull’Italia in base a un principio di ospitalità senza solidarietà”.

Sui temi più propriamente locali si è espresso Mainiero, in particolare sul ruolo che Fdi si ripropone di svolgere in sede comunale. Il gruppo che ha riannodato i fili degli ex An, “la generazione Azione Giovani lasciando fuori la nomenclatura”, negli anni scorsi è stata molto vicina all’ex sindaco Paolo Agostinacchio e al gruppo ‘Meridiana’, un laboratorio politico-culturale che riuniva i vari esponenti di quest’area politica a destra. Già candidato nel 2004, Mainiero ci riprova, sostenuto dagli amici di sempre.

“Ricostruire il patrimonio della nostra città: faremo di tutto per annullare l’acquisizione del 30% da parte del Comune di Foggia di Amiu”. La questione rifiuti è un punto nodale per il centrodestra, anche considerando il costo del personale: “Quello di Amiu è di circa 11 milioni a fronte di un costo sostenuto dall’amministrazione di Foggia di 28 milioni l’anno”. Non si capacitano, insomma, per questo grande affare siglato dai baresi che sottrae risorse alla città per spostarle a Bari e intravedono, dietro la facciata, un’operazione finalizzata alla prossima competizione per le regionali. Le modalità di questo slittamento non sono ben chiare, ma alcuni passaggi sì: “Ci restano solo le tasse”. Con gli 8 milioni in più pagati per quella sui rifiuti, Mainiero immagina il rifacimento dell’asfalto in tutte le strade che attraversano Foggia. Sono oltre 700. Pugnace anche sul depauperamento del patrimonio comunale: “Amgas blu per l’80% acquistata da una società veneta, il prossimo morto è Ataf”.

Fra progetti e necrologi, non poteva mancare il riferimento all’anno d’oro del bilancio locale, il 2003, secondo la relazione della Corte dei conti dopo gli ispettori mandati a Foggia da Prodi: “Altro che storie, noi non abbiamo lasciato i conti in rosso”. Era sindaco Paolo Agostinacchio, quando impazzava anche il Piano Urbanistico per intercettazione dei fondi europei, cosa non facile a Foggia: “Non c’è programmazione in questo senso, i fondi europei sono fondamentali per rimettere in moto l’economia”.

Sostenitori del candidato sindaco del centrodestra Franco Landella, mister 2000 preferenze nella scorsa tornata elettorale, a margine degli incontri- in una sede dove si scambia il materiale delle europee e dove affluiscono da tutta la provincia: “A me non è arrivato niente, sono finiti, dammi i santini”. Si vota solo il 25 maggio, il centrodestra nel 2009 prese al primo turno oltre 40mila preferenze. Se l’affluenza scende (causa votazioni in un giorno solo) e la percentuale resta quella di allora, non ci sarebbe bisogno del ballottaggio.


Tags: FoggiaFratelli d'ItaliaGianni AlemannoGiorgia MeloniGiuseppe Mainiero
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