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Home - Foggia, un capoluogo turistico mordi e fuggi. Arena chiede una “cabina di regia”

Foggia, un capoluogo turistico mordi e fuggi. Arena chiede una “cabina di regia”

Di Paola Lucino
11 Maggio 2014
in Turismo
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“Dobbiamo avere un aeroporto, è vero, ma la gente deve fermarsi in città prima di dirigersi verso i nostri luoghi turistici, dal Gargano al subappennino”. E’ la premessa da cui parte Massimiliano Arena, candidato del Pd al consiglio comunale. Intercettare questi afflussi mordi e fuggi e trovare le strade per farlo. Nella cornice informale del pub equo solidale Cyrano e Peter Pan, si è discusso dell’attrattiva turistica del capoluogo, che vive una bella sfida con il territorio circostante, valorizzato dal lavoro dei Gal e dall’ambiente naturalistico e storico che lo proietta sempre più in Europa. L’Immediato ha scritto delle vie francigene, a pochi passi dal diventare “europee”, come di tanti altri riconoscimenti Unesco per la terra di Capitanata. E noi, cosa facciamo? “Al di là delle diatribe sul Gino Lisa, spesso strumentalizzate e poco empiriche, il problema è capire se Foggia sia un marchio turistico ed enogastronomico appetibile per il mercato”.

Il Gargano, il turismo federiciano, quello religioso e naturalistico, rappresentano, per Arena, una “miniera d’oro sulla quale siamo seduti e che può cullare i sogni dei giovani che vogliono investire in turismo e cultura, e sognano di tornare a Foggia e trovare lavoro”.

Antonella Caggese, reduce dalla trionfale esperienza della tre giorni d’aprile sui Monti Dauni, ha candidamente ammesso: “Per creare questo clima di condivisione con i paesi del subappennino, fare laboratori e trovare riscontri fra la gente ci abbiamo impiegato anni”. Celle San Vito, Castelluccio Valmaggiore e Faeto sono stati i paesi protagonisti dell’iniziativa ‘Io amo i Monti Dauni’, in cui è si è esibito, per la prima volta, il gruppo della Tarantella Daunia, che ora è un marchio, come la Tarantula garganica. E’stato creato anche un gemellaggio con alcuni centri del barese, con il sindaco Emiliano che “è stato fantastico con noi”,  dice la responsabile del marketing commentando l’accoglienza del sindaco e la vita (e la storia), di tre paesini sconosciuti ai più, almeno fino a quando il Gal non li ha posti al centro della scena con le tradizioni, i riti, le specialità culinarie, la musica, i panorami mozzafiato . Il punto su cui dibattere rimane la “cabina di regia” Foggia rispetto a quello che sta intorno, la creazione di un’identità, prima che di un marchio.

I consigli della Caggese sono chiari, serve tempo, “insistere sull’identità ”, creare per i flussi che arrivano “qualcosa da fare”. Racconti di gente che è stata contattata dal Gal, in transito per Foggia, lamentavano questa difficoltà organizzativa. Nel dibattito, moderato da Gioacchino Rosa Rosa (che tanto per sdrammatizzare alcune carenze locali immaginava uno scenario sardo del tipo “rapiamoli, così rimangono a Foggia”), Ester Fracasso, presidente dell’associazione ‘Di Terra Di Mare’, ha tessuto l’elogio della Valle d’Itria, “l’unico vero luogo della Puglia che si possa definire internazionale per strutture ricettive e organizzazione”. C’erano una volta le Apt, le aziende per il turismo che dovrebbero essere a breve rimpiazzate. Tutto bene? Mica tanto, serve una visione, “un collante che venda pacchetti turistici, non il singolo paese”. La Camera di Commercio è capofila dei 25 Gal di Puglia. Una nota arrivata dagli astanti del pub che potrebbe chiudere il quadro, intravedendo una prospettiva.


Tags: capitanataCastelluccio ValmaggioreCelle San VitoCyrano e Peter PanFaetoFoggiaGalMassimiliano ArenaMonti Dauni
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