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Home - Cerignola 2015, Vitullo c’è. Ma nel centrodestra è caos primarie

Cerignola 2015, Vitullo c’è. Ma nel centrodestra è caos primarie

Di Roberta Fiorenti
23 Ottobre 2014
in Politica
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Il centrodestra cerignolano può contare anche sul capogruppo forzista. Paolo Vitullo rompe gli indugi dopo il voto provinciale, annunciando la propria disponibilità a candidarsi per le comunali del prossimo marzo. “Il gruppo consiliare di Forza Italia esprime grande soddisfazione per l’elezione di Gianvito Casarella in Provincia. È il segno che la politica premia l’impegno e si rivolge a chi cammina i tempi che corrono. Per questo, do la mia disponibilità per la candidatura alla carica di sindaco”. Dopo il vicesindaco Franco Reddavide, che in clima estivo aveva reso nota la sua aspirazione alla candidatura, anche il capogruppo comunale forzista ufficializza le proprie intenzioni, confermando le voci che si erano rincorsi nei mesi scorsi. “Cerignola ha bisogno di guardare avanti – si legge nella nota stampa – e l’affermazione di un gruppo e di un progetto non può che essere di buon auspicio. Non abbiamo paura di assumerci le nostre responsabilità, se la città lo vorrà, sia attraverso un dialogo tra le forze politiche del centrodestra, sia attraverso la strada delle eventuali primarie”.

Nonostante lo sbandierato slogan “primarie subito” sia una costante nei comunicati stampa dei consiglieri della maggioranza di Giannatempo, tanto a livello regionale quanto locale, non è ancora chiaro se si terranno o meno le consultazioni partecipate e democratiche del centrodestra. A invocarle per primo dai banchi del Consiglio comunale era stato il nipote del sindaco, Michele Allamprese, supportato dal collega consigliere Domenico Carbone. Ancora attende che venga presa in considerazione e discussa la bozza-regolamento da lui proposta, rilanciata dal consigliere comunale del NcD Luca Reddavide, all’indomani della celebrazione della Festa dell’Unità che ha coinciso con l’ufficializzazione dei tre candidati alle primarie del centrosinistra locale (Michele Longo, Carmine Roselli, Tommaso Sgarro).
“Tra chi si candida senza la minima esperienza e chi ha l’ossessione della candidatura -osserva Vitullo, in riferimento ai candidati delle altre forze politiche-, noi riteniamo di avere maturato esperienza sufficiente in questi anni, oltre alla conoscenza delle problematiche cittadine. Per questo occorre proseguire il lavoro, andando oltre, con una squadra giovane, preparata e collaudata, che applichi un reale e definitivo ricambio dei ranghi nella classe dirigente”. Individuando nella forza produttiva ed economica delle agroindustrie, nell’edilizia sociale, ambiente e terzo settore, le “quattro direttrici principali per dare fiducia a Cerignola e garantire lo sviluppo”, Vitullo si candida ad essere riferimento di un “progetto politico aperto alla città, alle sue forze”, ma con una propria identità, senza rischiare un’“accozzaglia indefinita”.

Un impegno che vale 570 voti, il bottino elettorale che l’ingegnere ha conquistato alla prova del 2010, e che non gli è valso l’agognato assessorato all’Urbanistica che spettò a Francesco Decosmo. Sarà una sfida all’ultimo posacenere anche questa volta. Stando alle notizie apprese da Palazzo di Città, l’attuale assessore al Bilancio ambirebbe alla carica di sindaco. È il più suffragato ad ogni tornata elettorale il commercialista eletto con 721 voti. Ed è pronto a dichiarare la propria disponibilità. “Magari non è uscito allo scoperto perché non è stato ancora sollecitato, ma probabilmente, anche Decosmo vorrà fare il candidato sindaco. È uomo di partito, darebbe anche lui la disponibilità, come me e Vitullo, che in queste ore ha ufficializzato la sua disponibilità. L’accogliamo e ne discutiamo, come va discussa la mia, già manifestata a luglio scorso. Si farà prima l’analisi, poi la sintesi intorno al nominativo, e ci sono anche altre aspirazioni”. È il primo aspirante candidato a trascinare per la giacca il terzo.

“Devi essere pazzo per fare il sindaco di Cerignola oggi, perché ti metti a capo di una situazione che, dal punto di vista sociale, è devastante. Per amministrare servono i cosiddetti attributi, per misurarsi con un coacervo di interessi, legittime aspirazioni dei cittadini. Ritengo che va’ fatta un’analisi per trovare la persona giusta che possa incarnare queste situazioni. Magari trovassimo qualcuno che incarni il modo di fare di Antonio Giannatempo, che secondo il mio modesto parare, il sindaco lo sa fare bene”. Evidentemente, Franco Reddavide sente di dover raccogliere il testimone dal sindaco uscente, che più volte ha dichiarato di essere giunto alla fine della sua esperienza amministrativa. “Sono come un moccolo che si consuma e alla fine della mia cera, non mi sento più adeguato per questa città. È giusto che si affaccino nuovi volti”, si espresse pubblicamente Giannatempo lo scorso settembre, in occasione della conferenza stampa di presentazione della Fiera del Libro e dell’Editoria.

Il suo braccio destro partecipa per vincere alle primarie della coalizione di centrodestra, invocate a livello cittadino anche da “Fratelli d’Italia” di Mimmo Farina, interlocutore del neoeletto consigliere provinciale Gianvito Casarella, che in qualità di coordinatore Fi Cerignola, avrebbe iniziato a imbastire futuribili alleanze per il 2015. La discussione interna alla coalizione rispetto alla proposta delle primarie, però, “non è mai cominciata”, riferisce Reddavide. “Era lo strumento condiviso dalla stragrande maggioranza dei consiglieri, quello delle primarie, e penso che l’idea di utilizzare questo metodo sia rimasta in piedi. Aspetto che il partito convochi il partito e si cominci a discutere. Primarie o meno, il confronto ci sarà sulle aspirazioni emerse. Se mi accorgessi di non avere la squadra che mi sostiene, mi farò da parte. Ho le idee chiare, se partecipo è per vincere. Non sono la vittima da immolare, si immolassero altri. Io scendo in campo perché voglio battere Franco Metta”. È il nemico numero uno il candidato sindaco del movimento politico “La Cicogna”.

“Magari fossi io il candidato sindaco, lo sfiderei apertamente, perché il populismo l’ha saputo fare, ma sul contradditorio dimostra la sua pochezza politica. Poi non sappiamo se riuscirà a candidarsi. Non viene in Consiglio comunale perché sa che lo massacriamo. Ci deve rendere conto lui, che faceva proclami quando fu arrestato e dopo 12 ore scarcerato da ogni accusa il nostro Presidente del Consiglio, della stessa opportunità e sensibilità alla dimissioni che invocava in quell’occasione e non dimostra ora che è stato condannato”.

Tags: centrodestraCerignolaElezioniFranco MettagiannatempoVitullo
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