Sarà difficile azzerare già dal prossimo anno l’aumento dell’addizionale Irpef deciso dalla Regione Puglia ad aprile. Per rimuoverlo del tutto potrebbe essere necessario attendere l’intera legislatura, considerata la crescita prevista della spesa sanitaria.
È il messaggio lanciato dal governatore Antonio Decaro nel corso dell’assemblea di Per la Puglia, una delle tre liste civiche che lo hanno sostenuto alle elezioni regionali e che ora puntano a strutturarsi in vista delle prossime competizioni elettorali.
Come riportato da Repubblica Bari, a incidere sui conti della sanità saranno, tra gli altri fattori, i rinnovi contrattuali per gli infermieri e l’arrivo in farmacia di 154 nuovi farmaci dopo l’accordo tra Governo e Aifa. Misure che, secondo Decaro, faranno aumentare ulteriormente i costi già nel 2026.
Al centro dell’incontro anche il futuro del civismo pugliese. Per la Puglia è considerata una delle liste eredi dell’esperienza civica costruita negli anni attorno all’ex governatore Michele Emiliano. I rappresentanti del gruppo hanno rivendicato il peso dei circa 120mila voti ottenuti e chiesto un ruolo più incisivo nelle scelte della coalizione e nella rappresentanza dei territori.
Il consigliere regionale Saverio Tammacco ha sottolineato la distanza tra l’attuale posizione delle civiche e la stagione del civismo inclusivo emilianista, lamentando una minore capacità di incidere rispetto ad altre forze politiche.
Decaro ha invitato a fare un primo bilancio dell’azione amministrativa a sei mesi dalle elezioni, ribadendo il valore delle liste civiche all’interno della maggioranza. Sul turismo, il governatore ha indicato la necessità di rendere più strutturata l’offerta pugliese e di puntare sul turismo esperienziale e sulla destagionalizzazione, senza demonizzare gli affitti brevi che hanno consentito di ampliare la capacità di accoglienza.
Lo sguardo è già rivolto alle prossime elezioni politiche. Decaro si aspetta che le civiche possano replicare a livello nazionale il percorso intrapreso in Puglia, lasciando naturalmente agli elettori la libertà di scelta, anche alla luce della possibile riforma della legge elettorale.










