La discussione sulla TARI 2026 in Consiglio comunale a Foggia si è concentrata sul Piano economico finanziario (PEF), tra le contestazioni dell’opposizione e la difesa della maggioranza. Sul tavolo, oltre alle tariffe, anche il confronto sull’efficacia del servizio di raccolta rifiuti e sulla gestione di AMIU Puglia.
A motivare il voto contrario è stato il consigliere Pasquale Cataneo, che ha richiamato la relazione tecnica presentata dal consigliere Giuseppe Mainiero sulla sostenibilità economico-finanziaria del PEF. Il documento non mette in discussione la legittimità del Piano, ma evidenzia la necessità di ulteriori approfondimenti istruttori prima di una valutazione definitiva, chiedendo una rendicontazione degli investimenti finanziati negli anni 2024-2025, la verifica degli effetti prodotti sulla raccolta differenziata e una riconciliazione tra PEF, contratto di servizio e bilancio comunale.
Cataneo ha inoltre sostenuto che Foggia continui a registrare risultati inferiori rispetto a Bari, pur avendo lo stesso gestore, AMIU Puglia. Secondo il consigliere, le proiezioni indicano una raccolta differenziata al 27,65% nel capoluogo dauno contro il 49,68% di Bari, attribuendo il divario alla mancata estensione del porta a porta. Ha in più criticato l’aumento dei costi del servizio, sottolineando che le tariffe 2026 prevedono un incremento del 5,9% per le utenze non domestiche, mentre per le famiglie la riduzione sarebbe minima.
Di segno opposto l’intervento del consigliere del Movimento 5 Stelle Francesco Strippoli, che ha rivendicato una riduzione della TARI per le utenze domestiche nonostante il contesto nazionale caratterizzato dall’aumento dei costi di gestione del servizio. Strippoli ha ricordato anche ai microfoni de l’Immediato che la raccolta differenziata è passata da meno del 14% del 2022 all’attuale 29%, proponendo di applicare il primo incentivo previsto dal regolamento con uno sconto del 5% sulla quota variabile della tariffa una volta raggiunta la soglia del 30%.
Il consigliere pentastellato ha rilanciato la necessità di rivedere statuto e patti parasociali di AMIU, con l’obiettivo di rafforzare il peso decisionale del Comune di Foggia nei confronti di Bari, riequilibrare la ripartizione dei costi condivisi e garantire maggiore autonomia nella programmazione e nel controllo del servizio.
Nel corso del dibattito è intervenuto anche il consigliere del Partito Democratico Italo Pontone, che ha richiamato le criticità ancora presenti sul territorio, osservando come “intorno ai cassonetti intelligenti vuoti ci siano quintali di immondizia”. Pur riconoscendo le difficoltà del servizio, Pontone ha invitato tutte le forze politiche a contribuire con proposte concrete. “Sulla raccolta dei rifiuti di questi argomenti ne ho sentiti a iosa, sono trent’anni che sto qui sopra. Quando le cose non vanno bene in questa amministrazione la colpa è sempre del Pd”, ha affermato, ribadendo la volontà del Partito Democratico di proseguire l’esperienza di governo con il campo largo: “Fino a quando ci sarà il Pd governeremo col campo largo”.
Molto duro anche l’intervento del consigliere Nunzio Angiola, che ha definito senza mezzi termini la gestione della raccolta dei rifiuti a Foggia «una cagata pazzesca», criticando l’organizzazione del servizio e rilanciando la necessità di un cambio di passo.











